Notte di tango

        Nessuno sulle vie. Quasi nemmeno le vie sono visibili alla nebbia, in questa parte del tempo di notte fonda. Lo spazio fisico -fitto e fluttuante -nella luce elettrica io l’attraverso come poderosi muri di acqua luminosi, da parte a parte, senza nessun dolore.      

Rilke e lo “spazio interiore del mondo”.

  III. (Anche noi) come i veri primitivi, continuiamo ancora a dipingere gli uomini su sfondo d’oro. Stanno davanti a qualcosa d’indistinto. Talvolta all’oro, talvolta anche al grigio. Talvolta nella luce, e spesso dietro di loro vi è un buio impenetrabile. IV. E’ comprensibile. Per riconoscere gli uomini fu necessario isolarli. Ma dopo averne fatto lunga esperienza è giusto porre … Continue reading

Febbraio.

    Si annunzia sempre con il gelo, un freddo intenso da non poterne respirare. E diverso: l’aria non rarefà, ma al contrario s’addensa, gelando in umidori gravidi di nuova vita —soffici celesti chiarori fanno a gara la sera con le pietre del Palazzo dei banchi che si affaccia a occidente. Davanti a san Francesco cadono tramonti di zolfo. Una … Continue reading

Niente di più reale.

  Costeggiano antiche vie i loro antichi palazzi mentre si levano d’un soffio all’apparire di un incedere diverso. L’affondo certo di un passo nell’aria densa e placa, più ampio il gesto, le vesti e la figura disegnano di quel passaggio alla memoria lasciti fluttuanti sensoriali. Il tempo vuole così -generatore d’immagini -per custodire, durare.    

23 gennaio 2013.

  Anche noi non abbiamo alcun teatro, così come non abbiamo un Dio. Anche ciascuno di noi ha le sue idee particolari e le sue paure e ne mostra agli altri quel tanto che gli è utile. Perché anche noi non siamo più comunità.* La stessa ragione per la quale ci manca di poter cogliere la vita sommessa che incessante … Continue reading

Una presenza appena

      Mandata a casa dall’ospedale Maria, perché della sua malattia non potrà guarire —detto così, suona come un verdetto d’accusa, una condanna. Alle catene che mette il dolore si aggiunge la colpa. E’ stata respinta, Maria, rimandata indietro. Di nuovo a casa con il suo male ancora intatto. Per lei: niente da fare. Maria ha figlie e un … Continue reading

Breviario mediterraneo.

  Giardini d’ulivo. Natale 2012.   Meridiano. Alla distanza: immersa nel suo moto d’inerzia, trasparendo nell’ora lo sguardo di una muliebre natura. Ombre di seta levano dagli anfratti, danze alla luce dal passo fugace. * * * Ancestrale. Di verde, di blu. Di grigio elementare. D’argento. Di passato. Bianco tonando fra cielo e terra ancora può nominare. * * * … Continue reading

Nell’attesa.

  Procede Orfeo all’indistinto della sera, domandando di esistere. Impaziente nel passo, muto nell’azzurro manto, come la fronte di un bambino china l’orecchio alla mancanza di parola, un giorno di più, nell’immoto canto.    

senza titolo# 1

  Era appena giorno, ma buio ancora. Cadeva una pioggia minuta: degli oleandri a schiera sulle lucide foglie come lance ricurve pioveva a scintille. Una luminaria valeva il bagnato, ai riflessi di luci nel cortile.    

Crisi di Natale.

  Mai successo negli ultimi anni di attraversare la città “natalizia” così dimessa. Non è nemmeno necessario inventarsi strategie per evitare di ritrovarsi intrappolati nelle isterie del traffico -dei veicoli o dei pedoni, è lo stesso. Tempo di crisi? Sembra improbabile, a giudicare dai prezzi esposti nelle vetrine. Ha aperto negli ultimi mesi un negozio in cui per un chilo … Continue reading

“Mater” di tutte le nature.

  Di sicuro non sono gli alberi di Yule quelli che crescono sui marciapiedi delle strade di periferia. Nessun mito li nobilita a simboli propiziatori nei riti di passaggio, per benessere e fertilità. Eppure anche dov’è più agghiacciato il cuore del vivere come in un lungo, interminabile inverno —là stanno con le loro robustezze, i loro ancoraggi, la stabilità. E … Continue reading

Limpido blu.

        Limpido blu questo profumo di bosco, fra i nostri passi. Prolungati gli abbracci, quanto più inconciliabili le intermittenze del cuore.      

Toponimie.

  Sempre si scrive. Com’è possibile, si scrive. Incessante la scrittura si ricrea. Aggettiva spazi su spazi. Non una designazione, un nome proprio —che non lo vuole. Ma vie circoscritte di parola, seminati sentieri di una circolazione comune di gesti nello spazio fra le cose. Un giardino di panni bianchi stesi al chiuso della notte. Si teme, nel giorno, il … Continue reading

Esercizi per le stelle.

  Questa notte il fragore delle stelle, come marosi celesti —non se ne può respirare. Si veglia nell’attesa il giorno a venire. * * * “Leggere ciò che non è mai stato scritto. Questa lettura è la più antica: quella anteriore a ogni lingua —dalle viscere, dalle stelle o dalle danze.”   Il brano citato fra virgolette è di Walter … Continue reading

Fioriture invernali.

  Nelle ultime luci della sera, sono le uniche forme di vita all’aria fredda nel silenzio del cortile. Una ha il bouquet di bianco, altre invece del rosso tipico e intenso dei ciclamini. Un’altra ha il profumo dell’azzurro dei boschi. Le piante erano state scelte nel mattino, al mercato dei fiori sulla piazza del sagrato, davanti a san Francesco tutt’ora … Continue reading

Lucori.

      Le prime ore del pomeriggio. La luce bianca di fuori. Dalla finestra il cielo grigiochiaro di nuvole, più fredda l’aria. Dalla tazza di caffè si esala un aroma di tostato caldo. E poi il profumo di cera d’api e di miele. Fra queste cose io, in uno stato di vapore, con la vita dei sensi tutta compresa … Continue reading

Poterlo scrivere.

        Francesco Gessi (1588-1649) “Gesù chiama all’apostolato Giacomo e Giovanni”. bologna, chiesa di san Giovanni in Monte.       Il punto è ogni volta riuscire a capire quando riguarda soltanto me, quello che accade, che agisce come qualcosa al di là dell’evento in se stesso, legandosi  piuttosto a ciò che è stato, è già avvenuto da … Continue reading

Una fotografia.

  Dopo un poco che si guarda, succede sempre dopo un poco, di vedere qualcosa. Una fotografia semplicemente registra il fatto. Ieri era una bella giornata d’autunno. E’ anche un inizio, l’immagine, credere che sia possibile scriverne.   Alberi in un parco. A Bologna.  

Medievale.

  Come per il Tiresia di Leucò, anch’io oggi diventavo altro da quello che sono. E non c’è niente d’insolito in questo, non occorre un dio ad ordinare certe cose. Un mutamento è doloroso e fisico e ricongiunge la vita al suo retaggio di foresta, il mondo intero al più antico di tutti gli dei. Per impedirsi d’invecchiare accecandosi. Per … Continue reading

Sugli aperti.

  Quell’avanzo di luce estiva che non trovava la giusta densità per divenire visibile, quel principio di metamorfosi che non riusciva a raggiungere la forma —quella riserva che rimaneva non vista, che non smetteva di venire come carica di elettricità: inutilmente per la visione, ma sufficiente per la coscienza di esistere. Luna: splendeva come liberata follia nel blu del cielo … Continue reading

Contrappunti.

  Sbocciano i canti degli uccelli da un istante a un altro ancora: ricorrono continui e fitti, e sono schiocchi turchini nella luce del giorno. Vibrano sonoramente stelle, al canto dei grilli nell’arco della sera.    

Ognissanti.

  Confidare nel cielo —un’espressione serissima. Si capisce sotto l’azzurro limpido dispiegato e mite. Una fiducia cosmica scaturisce sorgiva per una luce che splende liberata. * * * I morti giovani non invecchiano. La giovinezza interrotta non si ferma di venire, coprendo la morte per il tempo che rimane.    

Viaggio in treno.

  Leggo durante il viaggio. Con tutti gli altri sensi mi lascio trasportare nella marea compatta di un grigio elementare, di vite ordinarie. Io non rifuggo da questo, io mi distendo nell’onda dell’uniformità. Dal finestrino le immagini del viaggio in grigioverde continuo, dagli appennini al mare: stretti nel cielo di pioggia i rilievi più solitari in quello, il mare in … Continue reading

Senza trucco.

Al centro della mia stanza è una scalinata monumentale. E’ solo un sogno, ma non ci sono angeli che a percorrerla su e giù. Più di una luce stanotte nel gelo sulle vie illuminava gli affreschi degli antichi palazzi, solitarie comete di annunci che nessuno può intendere più. Dentro gli specchi, il racconto necessario di una vita. L’eco di una … Continue reading

Topografie.

  Al mercato settimanale molte piazzole sono rimaste deserte, gli ambulanti non sono venuti. Altri banchi invece hanno chiuso in anticipo e i venditori con i loro furgoni sono pronti ad andare via. Incomincia a piovere piano, poi con insistenza sempre maggiore, infine a dirotto. Soltanto gli indiani non si muovono da qua, anche se i vestiti sui banchi si … Continue reading

Più cuore nelle mani

  “Mettete più cuore in quelle mani” si legge all’uscita sulla vetrata del santuario della Madonna della pioggia. Si può leggere il motto soltanto dall’interno dell’aula, come sempre, in controluce verso il mondo di fuori, ancora un paio di passi nel luogo interiore illuminato di bruno. Guadagnavo la soglia e mi accorgevo di essere stata interdetta.  Semplice la frase. Urgente … Continue reading

Tempo di vespri.

  Ho sormontato il monte e poi la valle, con occhi spessi di pianto. Campagne incolte, i muri bassi, le case. La limpidezza di un fiore nel mattino. La luce chiara. Poi una lunga pausa fatta di bianco impenetrabile, muto. E dopo ancora un sogno vivido e bizzarro, con il mare che fluttua lungo la via san Vitale, blu intenso … Continue reading

Canti Orfici – una lista

      Barbarico     Quando venni ad abitare in questa città quello che mi colpì fu soprattutto la sua atmosfera bruna, come impregnata fisicamente del colore della pietra, del riflesso di luce che ne emana. E poi la presenza di torri — non solo le principali ma anche quelle che all’improvviso s’innalzano nei vicoli, che già al primo … Continue reading

Con gli occhi chiusi.

  Se chiudo gli occhi è una complessa geografia di volte di pietra che si sovrappongono e intersecano fra loro, che si contendono la luce bruna di un portico senza tempo. Per un poco ho creduto di perdere la voce e l’ascolto in una parola in prestito, che però non era la mia. Per un poco ho abitato fuori dall’incanto, … Continue reading

“Presto”.

  Di grigioazzurro, di bianco. A fior di pelle di brividi —a ondate, a spiccare di note. Lampeggianti clamori fanno la spola sottesa di una mutevole trama: fra inabissarsi e apparire. L’impazienza regina apprende a mordere il passo.  

Catalogo d’autunno

        Il tempo della stagione nuova ha trovato il suo ritmo, il suo passo. I cieli grigi si accordano ai mattini che vengono di luce lattea, alle sere plumbee, ai temporali e alla pioggia. Anche la musica cambia: i cori e le arie delle opere di Verdi, le sinfonie di Mahler —su tutte, la nona. Le direzioni … Continue reading

Stanze.

  “Perché, si domandò, non riesco ad avere sempre lo stesso sentimento, sentire con assoluta certezza che Miss Milan ha ragione e Charles torto, e attaccarmi a questo, confidare nel canarino, nella pietà e nell’affetto, senza sentirmi sferzata da ogni parte quando entro in una stanza piena di gente?” Mabel aveva giudicato il suo aspetto e il suo mondo del … Continue reading

Tempo

  E’ nel mattino presto, quando gli azzurri sono più trasparenti e il disco solo della luna brilla illuminato: non caldo, né freddo, matido d’acque come ogni principio viene anche il giorno nuovo. Con mano antica il tempo si dipana: di stupore empie la bocca muta, fra i vapori aerei e i merli del Podestà gareggia senza posa, costeggiando di … Continue reading

Notturno urbano.

  Il giorno nuovo si trae fuori dalla notte: sopra gli aperti di pietra —questa notte, di vento veloce e fresco. Sonoro allo stormire di foglie nei giardini, sussurra negli archi “enormemente vuoti” della teoria di portici che scrive la città. Stellato, come fiume limpido in cui l’universo notturno si rispecchi: così viene il giorno, in attesa, fra due notti … Continue reading

Cannette e calamai.

  In fondo alla piazza dell’Orologio, lungo la via stretta che costeggia le mura dell’antico palazzo del governo della città si trova una cartoleria. Dal 1810 il negozio è là. Le gestioni dell’attività si sono succedute nel tempo, ma da qualche parte esiste ancora il magazzino con gli articoli delle diverse epoche. L’uomo che insieme alla moglie gestisce la cartoleria … Continue reading

Privo di splendore

  Ancora prima che facesse giorno, oggi la luce del mattino si tingeva di grigio e mescolava di nuvole, diveniva lucore interno delle cose. Scrive Roberto Galaverni nella sua introduzione alle “Nuove letture facoltative” di Wislawa Szymborska, edite da Scheiwiller: “Leggere, leggere semplicemente e liberamente, dentro alla calma o all’inquietudine dei giorni, leggere malgrado tutto, con passione e con attenzione … Continue reading

Un compimento.

  Quando succede si sa. Prima: è impossibile da capire. Per tutto il giorno il cielo è rimasto sereno, l’azzurro più trasparente nell’oro della luce. Ancora fino a sera. Appena sveglia, c’è stato oggi chi ha detto di ritrovare nell’espressione sul mio viso il riflesso degli aperti. Per tutto il giorno dentro la pagina scritta. Del tempo trascorre la sua … Continue reading

Tra fiume e mare.

  Vallette di Ostellato (Fe). Settembre 2012. Sopra i lembi di terra fra i canali e il mare con la sua distesa. Quasi nessuno in questi luoghi dopo le ferie estive. Lido di Spina, di notte. L’aria liquida, immota e densa, il profumo bagnato della resina dei pini. Appena un debole  presentimento di come mille anni fa doveva essere qui. … Continue reading

L’encre et la nuit.

  Mi trovo con una storia fra le mani. Forse con i buchi di quella che avrebbe potuto essere una storia. L’ho letta fra le pagine di un vecchio quaderno, ho riconosciuto fra le righe scritte con un tratto leggero di matita una voce, qualcuno: una donna, un uomo, quell’atmosfera che toglie il respiro che hanno gli incontri furtivi, i … Continue reading

Passaggi# 3

      Scritto per oggi Era un mattino limpido e silenzioso. L’aria nuova riserva ancora un poco del calore estivo. * * *   Profuma l’aria Di un avanzo di calore estivo. L’azzurro      immoto.   * * * Scelgo vestiti e nuovi colori per questo passaggio di stagione. * * *   Scivola, non visto Il tempo … Continue reading

Lo scritto del mare

Galleria

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      Lo scritto del mare  Moti di risacca sul catrame.       I       II       III       IV       V       VI       VIII       IX     Riserva naturale “Le Cesine”, lecce. Estate 2012. Più immagini sono visibili su SIGILLATURE (link) … Continue reading

tango

        Vengono notti di pioggia. Le strade d’inchiostro nero illuminate riverberano come specchi, traballano liquide. Io nella notte pedalo sulla mia bicicletta nera. In fondo a questa distanza è una milonga,  dove le coppie di una notte ballano allacciate negli abbracci, muovono i passi come fossero carezze. Ondeggiano nella musica. L’ultimo rifugio per il romanticismo nel ventunesimo … Continue reading

Passaggi# 2

      La Passione       Quella di Bach, Secondo san Matteo. La risonanza elementare di ogni sillaba nel canto della voce, senza enfasi, priva di espressione. Un puro canto in musica.       Di recente, nei miei risvegli trovo il suo incedere sorgivo già dentro di me. bologna. 12 settembre 2012      

Settembre.

  Settembre, di sera. Alla finestra in lontananza le ultime luci del tramonto si sciolgono nell’azzurro di seta e d’oro. L’anziana donna nel cortile raccoglie la biancheria stesa ad asciugare. Richiude con rumore gli stendini, è impedita nei movimenti da una paralisi per metà del corpo. E’ forte la donna, e dura. Non lontano da qui la faccia delle due … Continue reading

Merum.

  Intendo quello fatto di succo d’uva, semplice fermentato di polpa zuccherina, frutto ultimo delle viti che maturano da terre scarse di piogge, alla luce cocente del sole. Mio padre fa un vino così —non un vino da taglio, grossolano e ottuso muscolo di vite, ma un succo dal gusto gentile e moderato, armoniosa miscela di uve diverse in eguali … Continue reading

leucos.

  Stamattina leucos si è risvegliata in città. Estraneo nei suoi occhi si rifletteva il blu profondo del cielo, come pure quest’ascesa del giorno senza suono, mentre viene nel suo orecchio. Molto più tardi, di sera ormai, sarebbe uscita per comprare qualcosa da mangiare. Nel vecchio mercato fra quelle donne, gli uomini come spiccavano stranianti i suoi colori, la lentezza … Continue reading

Palazzo Pepoli – il museo.

  Può accadere in un pomeriggio d’estate urbana da quaranta gradi all’ombra, di ritornare dalla visita al museo di storia della città e ritrovarsi dentro una rabbia e un dolore insopprimibili. Il senso della storia e la vitalità dell’antico di una città ricevono sicuramente linfa nuova da un percorso museale, attraverso lo sforzo anche fisico di osservazione e interpretazione dei … Continue reading

Tempo di crisi

           Ieri mattina due operai hanno transitato per quasi un’ora sotto il portico davanti al jazz bar, svuotavano di grossi volumi la libreria d’arte Il Leonardo.      Sul giornale locale è la notizia di ieri dell’ennesimo uomo suicida: si è buttato giù dal viadotto dell’autostrada perché da anni angosciato dai debiti. I commenti si sprecano, … Continue reading

Passaggi# 1

      Di mattina presto       I merli hanno già smesso di cantare. Per breve tempo insieme a uccelli diversi hanno intessuto questo spazio di sonoro.       Non mi accorgevo alla finestra che il cielo si è schiarito. Spengo la luce, mi addormento per un po’. bologna. 27 giugno 2012      

Di giorno

    Di giorno E mi domando perché Pure se innumerevoli, le grida delle rondini Giungano All’orecchio Singolari. * * * Del cielo —fra le mura dei cortili Più che la vastità Viene il suo ritaglio. bologna. 26 giugno 2012      

Il mondo, nuovo

           Mi risveglio in un mattino fatto di luce e fresco. Sgombro il mio orecchio di tracce di umanità, viene tutto intessuto di canti, di natura.      L’altra notte, pochi versi di poesia come coltelli puntati sul mio petto. Oggi, un giorno diverso.                         … Continue reading