Memoria dell’oro

 

 

 

L’eco della sera nell’aria velata di rose

sui muri bianchi intonacati dei confini irregolari
si rispecchia del vento l’oro fresco,
quello di tutta la mia vita, sotto questo cielo.

Quattro Finite, lecce. 21 marzo 2019
 

 

 

 

Antico

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Ecco la rossa zolla

— ecco il mare

l’aria serena sfuma l’orizzonte
in cui schiariva all’aurora
luna
fino al velo.

Ecco i giardini d’ulivo,
e la distanza nel tempo percorso
è fatta antichità.

Ferrovia Adriatica. 21 marzo – 11 aprile 2019
 

 

 

 

Il viaggio

 

 

 

Lo spazio
e
il tempo
sono volati via

e questa notte buia non è stata mai.

Ferrovia Adriatica. 21 marzo – 11 aprile 2019
 

 

 

 

La tua raccolta

 

 

 

       Nel segno della raccolta
       che aduni attorno a te

chiamata senza parole
nel solco del tuo mancare di fiato
come la scia
che sfoca le cose
dietro la tua agonia.

Ferrovia Adriatica. 20 marzo – 11 aprile 2019
 

 

 

 

Elementare

 

 

 

Tu

ci hai reso il morire non altro
dal vivere,
ce lo hai reso tangibile, visibile
reale
come un azzurro foulard.

borgo di San Petronio, bologna. 11 aprile 2019
 

 

 

 

Ritorno a te

 

 

 

Vale la pena tornare
ai tuoi fiori bianchi,
allo stupore di te      morta
di una morte feriale,
all’immagine composta
del tuo viso
nell’intangibile freschezza
di un giorno di rosa.

Giardino di piazza Minghetti, bologna. 5 – 11 aprile 2019
 

 

 

 

Il tuo mancare

 

 

 

Come tenero fiore spontaneo,
come morbida luce feriale
con ogni tempo

       così riaffiorano
       i segni di te
       il tuo mancare.

borgo di San Petronio, bologna. 5 aprile 2019
 

 

 

 

Vento di notte

 

 

 

Vento di notte
batte
alla finestra — non si vede

       lontano, sul piano inclinato
       di
       un angelo
       la risalita.

borgo di San Petronio, bologna. 17 marzo 2019
 

 

 

 

Preghiamo

 

 

 

Nell’ombra di pietra
dell’antro
forato di luce

       sopra i tuoi cari resti
       preghiamo.

pianoro di bologna. 16 marzo 2019
 

 

 

 

Altro da questo gioco

 

 

 

Altro da questo gioco
si esercita qui
 
       solcheremo di nuovo coi passi
       la misura del campo.
 
Attratti nel lancio delle sfere
ne scrutiamo la via,
e
       ignoriamo l’arcano di sabbia
       tracciare l’azzardo
       di una vita.

borgo di San Petronio, bologna. 14 marzo 2019
 

 

 

 

Nell’aria della sera

 

 

 

Quest’assenza pungente
di salmastro
e
il suono dei canti degli uccelli
nelle soste della pioggia

      anche il fischio di un treno questa sera
      giunge all’appello
      della tua distanza.

Viene il crepuscolo d’arie :
come sospeso, per un poco
trattiene l’
ombra
alla luce.

borgo di San Petronio, bologna. 13 marzo 2019
 

 

 

 

Nell’azzurro di marzo

 

 

 

– per Franco e Giovanni

 

« Non vorrei più che scostare
ciò che ci separa dal chiaro,
fare spazio soltanto
alla bontà disprezzata. » 
P. Jaccottet

 

 

M o r t i

         nell’azzurro di marzo
         di questa sera preziosa di stelle

         alla distanza della luna
         brillante
         che schiarisce
         questa notte di primavera

         ……….

borgo di San Petronio, bologna. 12 marzo 2019
 

la notizia QUI
 

 

 

 

Morte violenta

 

 

 

Morte violenta

 

 

Stringo
la notte
la prossimità
della tua spoglia.

borgo di San Petronio, bologna. 17 agosto 2018

 

 

 

 

larosadimiopadre
 

 

 

Ultimo stupore

 

 

 

Ultimo stupore

Se ne vanno
di baci sulla bocca
dei vivi       forgiando del morire
la distanza,
ultimo stupore.

bologna. 1 marzo 2016
 

 

 

 

 

 

In quiete

 

 

 

In quiete

In potenza raccolta
nel gemmare segreto
dal sonno di bocciole
           ………….
           nella forza del pugno
           scettrato
           di una pigna
           di fiori.

bologna. 6 febbraio 2016
 

 

 

 

 

 

Le nevi di febbraio

 

 

 

Le nevi di febbraio

Le nevi di febbraio
calcinando di gelo
imbiancano
di silenzi
un’altra vita

( una madre piccolina
  riverbera nel buio
  cosmi solitari da condurre
  nella mano )

bologna. 5 febbraio 2016
 

 

 

 

 

Dalla cancellazione del morire

 

 

 

      Dalla cancellazione del morire

Dalla cancellazione del morire, il vivere deriva solitario apparire      morire     non apparire più

Porre lo sguardo in comune davanti a questo enigma, vegliarne la distanza offrendo gli olocausti delle nostre illusioni permetterebbe di agognare per la rotta del dolore ancora  la speranza di una costa d’amore

Non è la vita che continua, non è la pena che passa. E’ la ” vita interrotta ” che non finisce di venire per tutto il tempo che resta

bologna. 22 – 24 settembre 2014

 

 

 

 

 

Occultare il morire

 

 

 

      Occultare il morire

Occultare il morire
Annullare il dolore
Levare terra sotto i passi
Dello strazio che
Incombe —
Simile a Vento
Si getta su di noi.

Nel gorgo muto
Si è sciolta
Ogni misura — ma sulla soglia
Richiama
Quel suo mancare di volto
Questo svanire apparendo
Soltanto per noi.

bologna. 20 – 24 settembre 2014

 

 

 

 

 

Da parte di Madre

 

 

 

La morte di Maria molte cose avrebbe legate insieme, disorientandole verso nuove forze diverse. Come se il vuoto segreto e rivelato sulla sua spoglia mortale, facesse più vivo il risalto della toccante bellezza del mondo, della delicatezza misteriosa di vivere.

bologna
Marzo 2014

 

 

   I.

   Confusa a giri di vite nel volgere del tempo, dentro i vuoti di parole neppure per ultimo si separò all’ascolto

   Giacendo
   — e non ancora

   Con le tue melagrane per i giorni dei morti, davanti alla tua pietra lisciata di dolore ed esibita alla nostra incomprensione      Io vengo

bologna – barletta
5 marzo 2014

 

 

II.

Fra due solchi brevi di pianto
All’infinito si svuotò
La casa
La vita.

bologna
14 marzo 2014

 

 

   III.

   La forma giacente di forze, setacciata palmo a palmo la vita      Quando il dolore supera il limite fisico della polpa      Corpo, non è più. Dimentica di gridare a tratti invoca

bologna
14 marzo 2014

 

 

vernole 9 marzo 2014

 

 

IV.

Nera notte di Stige
Si affolla
Contro il principio
E non passa
Nel vuoto d’aria
Lontano ogni fragore.

lecce
7 – 8 marzo 2014

 

 

V.

Poi dietro un cielo di stelle
La notte si rivela
Legata d’acque
Ai mirti
Alle prime viole.

lecce
8 marzo 2014

 

 

VI.

D’azzurro e di Vento.
Canti d’uccelli
E grida di gabbiani.
Dentro e fuori la casa
Il profumo dei fiori.

lecce
8 marzo 2014

 

 

vernole 9 marzo 2014

 

 

VII.

Fra giorno
E oscurità
Distribuisce una forza di sale.
Fra le paludi e i pini
Corpi d’arie
Si levano
Di luce incerta.
Sugli orizzonti d’ulivi
La sera è uno specchio di viole.

lecce
9 marzo 2014

 

 

VIII.

Sopra la casa
Nel circolo delle stelle
Luna risale il corso del tempo,
Nel blu del cielo di notte
Le sponde misteriose
Dell’esistere.

lecce – bologna
9 – 15 marzo 2014