Morte violenta

 

 

 

Morte violenta

 

 

Mi stringo la
notte
alla prossimità
della tua spoglia di
vita.

borgo di San Petronio, bologna. 17 agosto 2018

 

 

 

 

 

 

larosadimiopadre

Ultimo stupore

 

 

 

Ultimo stupore

Se ne vanno
di baci sulla bocca
dei vivi       forgiando del morire
la distanza,
ultimo stupore.

bologna. 1 marzo 2016
 

 

 

 

 

 

In quiete

 

 

 

In quiete

In potenza raccolta
nel gemmare segreto
dal sonno di bocciole
           ………….
           nella forza del pugno
           scettrato
           di una pigna
           di fiori.

bologna. 6 febbraio 2016
 

 

 

 

 

 

Le nevi di febbraio

 

 

 

Le nevi di febbraio

Le nevi di febbraio
calcinando di gelo
imbiancano
di silenzi
un’altra vita

( una madre piccolina
  riverbera nel buio
  cosmi solitari da condurre
  nella mano )

bologna. 5 febbraio 2016
 

 

 

 

 

Dalla cancellazione del morire

 

 

 

      Dalla cancellazione del morire

Dalla cancellazione del morire, il vivere deriva solitario apparire      morire     non apparire più

Porre lo sguardo in comune davanti a questo enigma, vegliarne la distanza offrendo gli olocausti delle nostre illusioni permetterebbe di agognare per la rotta del dolore ancora  la speranza di una costa d’amore

Non è la vita che continua, non è la pena che passa. E’ la ” vita interrotta ” che non finisce di venire per tutto il tempo che resta

bologna. 22 – 24 settembre 2014

 

 

 

 

 

Occultare il morire

 

 

 

      Occultare il morire

Occultare il morire
Annullare il dolore
Levare terra sotto i passi
Dello strazio che
Incombe —
Simile a Vento
Si getta su di noi.

Nel gorgo muto
Si è sciolta
Ogni misura — ma sulla soglia
Richiama
Quel suo mancare di volto
Questo svanire apparendo
Soltanto per noi.

bologna. 20 – 24 settembre 2014

 

 

 

 

 

Da parte di Madre

 

 

 

La morte di Maria molte cose avrebbe legate insieme, disorientandole verso nuove forze diverse. Come se il vuoto segreto e rivelato sulla sua spoglia mortale, facesse più vivo il risalto della toccante bellezza del mondo, della delicatezza misteriosa di vivere.

bologna
Marzo 2014

 

 

   I.

   Confusa a giri di vite nel volgere del tempo, dentro i vuoti di parole neppure per ultimo si separò all’ascolto

   Giacendo
   — e non ancora

   Con le tue melagrane per i giorni dei morti, davanti alla tua pietra lisciata di dolore ed esibita alla nostra incomprensione      Io vengo

bologna – barletta
5 marzo 2014

 

 

II.

Fra due solchi brevi di pianto
All’infinito si svuotò
La casa
La vita.

bologna
14 marzo 2014

 

 

   III.

   La forma giacente di forze, setacciata palmo a palmo la vita      Quando il dolore supera il limite fisico della polpa      Corpo, non è più. Dimentica di gridare a tratti invoca

bologna
14 marzo 2014

 

 

vernole 9 marzo 2014

 

 

IV.

Nera notte di Stige
Si affolla
Contro il principio
E non passa
Nel vuoto d’aria
Lontano ogni fragore.

lecce
7 – 8 marzo 2014

 

 

V.

Poi dietro un cielo di stelle
La notte si rivela
Legata d’acque
Ai mirti
Alle prime viole.

lecce
8 marzo 2014

 

 

VI.

D’azzurro e di Vento.
Canti d’uccelli
E grida di gabbiani.
Dentro e fuori la casa
Il profumo dei fiori.

lecce
8 marzo 2014

 

 

vernole 9 marzo 2014

 

 

VII.

Fra giorno
E oscurità
Distribuisce una forza di sale.
Fra le paludi e i pini
Corpi d’arie
Si levano
Di luce incerta.
Sugli orizzonti d’ulivi
La sera è uno specchio di viole.

lecce
9 marzo 2014

 

 

VIII.

Sopra la casa
Nel circolo delle stelle
Luna risale il corso del tempo,
Nel blu del cielo di notte
Le sponde misteriose
Dell’esistere.

lecce – bologna
9 – 15 marzo 2014