Rosa Mistica

 

 

 

Rosa Mistica

 

all’accorato pensiero di Francis Royo

 

       E piove
a battiti
di cuore
       un’aria lieve
rintoccava       ed era
un’ala di rose
al cupo suono dei bronzi

       benedette siano le parole

       miracolose
       le parole
       se ora levano le voci
       in cori di preghiera.

E viene sera,
e addensano i sereni
di Magnificat Anima Mia.

bologna. Maggio 2015 – Maggio 2016
 

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Dis — orienti

 

 

 

Dis — orienti

 

 

Dimenticata

        per tutto il giorno
        un velabro di luce
        fu mancare-di-Lei

e dis — orienti
le ore
mentre si stagliano
di uccelli
mortalità miracolose
a-perdi-fiato
nell’orecchio

bologna. 9 – 13 maggio 2016
 

 

 

 

 

 

Transiti

 

 

 

Transiti

Più solitaria
la città, e le mura
serbano l’ombra
di transiti
di meraviglie
sotto la volta del cielo

………..

bologna. 8 – 13 maggio 2016
 

 

 

 

 

 

Un’ala di rose

 

 

 

Un’ala di rose

            E piove
a battiti
di cuore
e un’ala di rose rintoccava
lieve
al cupo suono dei bronzi.

bologna. 30 aprile – 13 maggio 2016
 

 

 

 

 

 

” Rosa Mistica “

 

 

 

      ” Rosa Mistica “

Miracolose
le parole

se ora levano le voci
in cori di preghiera

          Benedette siano le parole

E viene sera
e sono cieli
di rose,
e addensano i sereni
di Magnificat Anima Mia

bologna. 11 maggio 2015
 

 

 

 

 

 

Giorno dell’Assunta

 

 

 

« Era conveniente che colei che nel parto aveva conservato integra la sua verginità conservasse integro da corruzione il suo corpo dopo la morte. Era conveniente che colei che aveva portato nel seno il Creatore fatto bambino abitasse nella dimora divina. Era conveniente che la Sposa di Dio entrasse nella casa celeste. Era conveniente che colei che aveva visto il proprio figlio sulla Croce, ricevendo nel corpo il dolore che le era stato risparmiato nel parto, lo contemplasse seduto alla destra del Padre. Era conveniente che la Madre di Dio possedesse ciò che le era dovuto a motivo di suo figlio e che fosse onorata da tutte le creature quale Madre e schiava di Dio. »

san Giovanni Damasceno *

*( Da Wikipedia)

 

 

Un giorno di festività è per me quasi sempre anche un momento in cui mi domando —perché? Cosa ricorre nel seguire del tempo che si dovrebbe salvare oggi nella memoria?

Del culto di Maria mi tocca e mi lega la traccia che conserva come ultima espressione di venerazione di un’altra specie di divinità femminili, di quel caleidoscopio di sacre figure che rientrano tutte nel culto della Grande Madre di tradizione mediterranea. Anche se nel processo storico di un generale ridimensionamento delle antiche dee le stesse sono diventate “figlie” di un dio padre, “madri” di un figlio dio-maschio che fin dalla nascita diventa più importante di loro.

Citando Maurilio Adriani alla voce “Verginità” nell’Enciclopedia delle Religioni, abbiamo occasione di riflettere sulla caratteristica saliente dell’immagine femminile della madonna come Vergine Madre, di ancorare alla sua figura argomenti di essenziale importanza nel tentativo infaticabile di ritessere insieme elementi intorno ai quali ricostituire una valida identità di donne.

“Il profilo cristiano della vergine-madre abilita ad allineare su di esso tutta una tradizione fitta e polivoca, nella quale la verginità si connette con l’immagine femminile appunto in rapporto dialettico con la fecondità e la maternità. Il fatto che nella tradizione mediterranea la dea pòtnia (Signora) alterni verginità e maternità, che nella tradizione greca Hera e Artemide siano concepite  come vergini e madri […], che nello stesso Cristianesimo Maria sia esaltata nella qualità paradossale significabile con la sentenza di Dante -Vergine Madre figlia del tuo figlio, indica nella verginità sì lo status dell’indennità radicale dal male del mondo e lo iato incolmabile tra l’integrità e la purità del sacro rispetto all’inquinamento del profano, ma anche la funzione che il valore virginale ha nei confronti della vita, della fecondità, dell’iterazione biologica, della continuazione rinnovata e dell’iniziativa fertile del nuovo principio.”

Si tratta di riflessioni in coraggiosa controtendenza che, lontano da tentazioni retrive e in epoca di fecondazioni sempre più artificiali e assistite, individuano nell’integrità del corpo femminile la prima condizione per la possibilità della vita, della fecondità nella rigenerazione, nella continuazione rinnovata dell’iniziativa creatrice. Nessun paradosso allora nell’identità di vergine madre, ma il riconoscimento della potenza naturale di ogni creatura femminile di presiedere la nascita e la cura della vita a condizione di riattingere ritmicamente in se stessa a quell’ambiente proprio di sensazioni e senso. Che è quanto ci manca più di ogni cosa. Sostituito da fulgidi esempi d’incoronazioni mistiche nel cielo.

 

Le riproduzioni d’immagine sono particolari dell’Assunzione di Tiziano Vecellio, pala d’altare in santa Maria dei Frari a Venezia.

 

 

 

Maggio mistico

 

 

 

 

Madonna Odigitria di San Luca. Giovanni Francesco Barbieri, detto il Guercino
Nelson-Atkins Museum of Art. Kansas City, Missouri
 

 

 

Mancano le parole per ricominciare, oppure no, vengono le parole —Nel cielo di luce diamante. Ma la voce manca, per continuare a dissodare tutto il resto.

Maggio è il tempo delle rose: sulla soglia del deserto roccioso a Marrakech, nella valle di Dadès, dove distese di rose pallide profumano al colmo della fioritura prima della raccolta. Profumano le rose anche qua, nei rettangoli di cielo minimi sopra i giardini di periferia.

Il maggio cattolico è anche il mese mariano. Al mio ritorno in città l’immagine della Madonna di San Luca era già scesa in processione per offrirsi alla devozione popolare, dal colle della Guardia dove al capo di una serpe lunga 666 arcate di portici sta il santuario a lei dedicato. La migrazione santa dura una settimana, il tempo sacro è cadenzato da messe, rosari, vespri e litanie. Il duomo che la ospita rimane aperto la sera fino a tardi.

Scorre una sottile alchimia fra questa negra Maria “hodigitria” e i cieli tersi come imperturbabili specchi custodi. Eppure anche mobilissimi e fluidi, questi cieli di maggio pronti a sciogliersi in acque di piogge benedette. Era nel 1400 la prima volta in cui l’immagine fu portata in processione perché cessassero le piogge che duravano da mesi. Da allora ogni anno nei giorni che precedono l’Ascensione si rinnova il culto delle preghiere pubbliche popolari. Anche le piogge in questo tempo ricorrono ancora.

bologna. 12 maggio 2013