I passi del tempo

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            I passi del tempo Solo la forza di volontà decide per soluzioni di continuità. Per tutto il resto valgono soltanto i passi che fa il tempo, forzandoci       nel bene nel male. bologna. 3 maggio 2015       Il tempo di un giorno bologna. Maggio 2015 ( cliccare sull’immagini per ingrandire … Continue reading

Stupori

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          Stupori Meraviglia delle braccia dell’essere-in-piedi         —lo sapevi che negli archi sono le danze per i bacchi verdi e delicati? La rosarancia-alla-finestra ora non morrà Il tintinnio gocciante della pioggia nell’orecchio, una luce diffusa ci ricopre e porta odore di dimenticanze. Scorre l’acqua di pioggia lungo i piani       stanno intenti i verdi … Continue reading

Le scritture dell’aria

      Le scritture dell’aria Cinta di braccia che La dispiegano in risacche di Respiri       mobilissime inerzie Del tempo che le sostiene       oppure Che le fa tremare come sospese Le foglie Vanno al Vento. bologna. 6 giugno 2014      

Sonori

      Sonori Prima che sia Giorno Lambisce oro alla cenere Del cielo cucito a rime Dei merli che fanno eco di melodie L’oro dell’aria si stira Di chiaro      il silenzio Di note Vita si addensa Creaturale Se la natura del suo gesto Sonora sovrabbonda Profusa bologna. 22 giugno 2014      

Piogge

      Piogge I passi che ricorrono delle piogge In levare Trascorrono l’essere       via Da sé, per tutte le direzioni del tempo bologna. 25 giugno 2014      

Delicatamente, estate

      All’inerzia che Trascorre piumata In questi azzurri sereni Avvolta ancora di stupore           Per metà e più ordita           Alla vita           E senza-pari bologna. 1 giugno 2014      

Stazione di Termoli

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      Piove sul mare. Con tanta chiarezza Che pare cancellato, il Mare. Ombre di verdi, Bruni piumati sotto cieli richiusi Di umido e Vento. Addensano passaggi innumerevoli Una coltre d’immenso.                 Marche, litorale adriatico. 23 aprile 2014      

Il Vento si è fermato

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      Il Vento si è fermato. Al posto suo lo spazio liberato, l’estensione innumerevole del tempo. Com’è difficile durare in ascolto. Essere qui. bologna. 17 aprile 2014       bologna, basilica di San Domenico.        

Il Vento di notte

      L’aria Sospinta Nelle urgenze del Tempo: Dove infrange la sua forza Insorge e Salta senza posa. Luna, fissa Nel cielo della notte risplende Con qualcosa di eterno. bologna. 14 aprile 2014      

Con gli occhi dell’amore

             A piccoli sorsi, a boccate d’aria        La discendenza celeste        Ci allevia il passo,        Ci colma la misura.        Il dolore      il morire        L’incompiuto nel mezzo   Cos’è un lutto? Della vita ritrovarci le mani, più nessuna parola: esistenza … Continue reading

Il primo mattino

      Fresco Pungente aroma germinale Di azzurro Di selvatico. E’ degli uccelli il primo mattino, Il canto. * E’ dei giardini Degli alberi fioriti, Dello stupore Nello sguardo dei pazzi Per certi angoli di viole. E’ del silenzio Di brace, Di pietre crepitanti Sotto millenni di cieli Che si dipanano al giorno. bologna. 12 aprile 2014     … Continue reading

43.

      43. Corpi discinti dalla forma Nella carne      D’immanente dolcezza Filtrava nella notte alabastro Una luce Di luna creaturale bologna. 10 gennaio, 2014.      

Virginali

      L’angelo incarnato alla propria Antichità si rispecchiò sul volto che mandava barbagli di nascente giovinezza: di grazia la creatura assaltava di presenza variopinta, di sguardi e sorrisi. bologna. 10 gennaio 2014.    

LA BETISSA

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                      “E tutto tutto manda avvisi e ogni cosa si ripete …”       LA BETISSA      Scrittura del fantastico in cui la parola magica – connotativa fino all’estremo – si plasma per non essere riconosciuta, smontando così l’affidabile cliché della produzione del senso che vuole sempre la … Continue reading

“Un punto fermo”

           “… provincia è quel paese strano e disperato attraversato da altrettante strane, disperate e meravigliose energie.      Provincia è anche l’oggetto di una violenza, di uno sfrutamento intellettuale perpetrato da chi ha interesse che sia così e solamente così      … Per noi salentini vi è una mortificazione in più: la rarefazione della … Continue reading

42.

      42. (Acquatico)      Disciolto il limite fisico della forma       Oppure nella perfetta adiacenza al perimetro del suo confine…           Scivola nel  volume           Generale,           Nella forma del moto           Dell’onda           — … Continue reading

41.

      41.    Da veli d’aria      Affiorando      Sulla marea delle Oscurità         Candore di muschio         Di nevi         — schiariva         Il vuoto deserto portato         Del corpo         Celeste. bologna. 14 dicembre 2013.   … Continue reading

40.

      40. Nel corso del tempo    Senza dire parole si svolge al respiro      Tutt’Uno alle membra nel fuoco che muove       E di Silenzio       Nevica bologna. 12 dicembre 2013.      

39.

      39. (Vento di Luce)          Soffia alle fibre dell’albero della vita          In fremiti e palpiti          L’oro del giorno          Nel cielo          Della stagione.    (Era tutto un mareggiare di rose, di urgenze di canti.) bologna. 28 novembre 2013.      

38.

      38.           Sottili trasparenti tenuità luminose           Nel trapassare d’orbite           Al tempo della sera    Scivolano cortine di rose lungo il profilo bruno delle rotazioni dei mondi    Nel progredire incipiente dell’oscurità        Una riserva di luce schiarisce misteriosa bologna. 25 novembre 2013. … Continue reading

36.

      36. (Cometa) Polvere Effimera Di ghiacci di stelle passa come una scia Oltre le rotte Delle attese nostre, indolore. bologna. 25 novembre 2013.      

35.

      35. (Surrounding)           Delle atmosfere di demoni           Delle ascensioni beate           Della gloria           Del buio del dolore del pianto…    Delle rivelazioni che portavano le antiche figure dipinte ha dissipato il gesto – l’incastro che fa il tutelare assembrando di … Continue reading

34.

      34. Delle mani L’assordante Laboriosa solitudine s’è spenta. Prega per noi al silenzio della notte Un ascolto senza misura. bologna. 24 novembre 2013.      

Saint-John Perse – Exil III

    (Testo originale in lingua francese tradotto in italiano)   Exil III.    “…Toujours il y eut cette clameur, toujours il y eut cette splendeur,    Et comme un haut fait d’armes en marche par le monde, comme un dénombrement de peuples en exode, comme une fondation d’empires par tumulte prétorien, ha! comme un gonflement de lèvres sur la … Continue reading

Saint-John Perse – Exil II

Saint-John Perse - ulisespaniagua43.blogspot

  (Testo originale in lingua francese tradotto in italiano)     Saint-John Perse     Exil II.    A nulles rives dédiée, à nulles pages confiée la pure amorce de ce chant…    D’autres saisissent dans les temples la corne peinte des autels:    Ma gloire est sur les sables! ma gloire est sur les sables!…    Et ce n’est … Continue reading

33.

      33. Vera la distanza, e in quella il selvatico del senso in cui stupiamo per la rosa.   “E mai non era nostra la schiuma dello stagno o il ruvido lentisco, nulla avevamo compreso”*   Via senza uscite l’errore di poesia.   * (Versi da Qualcuno è fermo… di Franco Fortini) bologna. 19 novembre 2013.     … Continue reading

Composita solvantur*

    *COMPOSITA SOLVANTUR – dall’epigrafe sulla tomba di Francis Bacon. “si dissolva quanto è composto, il disordine succeda all’ordine – ma anche, com’era nel vetusto precetto alchemico, si dia l’inverso.” Franco Fortini      

31.

      31. Come una cosa nel vortice delle ore al moto d’inerzia si porta lontano         e sfa         nell’incolore. bologna. 17 novembre 2013.      

30.

      30. Vibra di Bianco la notte granitica Mentre le corse del pensiero sfociano a estuario Nell’organismo ricettacolo di esistenti in divenire. bologna. 16 novembre 2013.      

“Fuori, il cielo…” Saint-John Perse – Amers [5 – 2]

      5 […]    Fuori, il cielo si ventila con le branchie di sale. La notte estiva incrocia le vele e ritira le barche dotate d’ali. La luna si placa nel vino di malve. E la domestica buttata supina sulle sue stuoie di giunco accoglie in fondo al golfo le grandi figurazioni celesti in via d’immersione. Parigi. 1957 … Continue reading

“Tu per me” Saint-John Perse – Amers [5 – 2]

      5 […]    Tu per me sei l’avvicinarsi del mattino e la novità del giorno, per me sei la freschezza di mare e freschezza d’alba sotto il latte dell’Acquario, quando la prima nube rosa si specchia nello specchio d’acqua delle sabbie, e la Stella verde del mattino, Principessa ereditiera del giorno, scende, nudi i piedi, i gradini … Continue reading

“Sapore di vergine” Saint-John Perse – Amers [5 – 2]

      5 […]    Sapore di vergine nella Donna che ama, favore d’amante nella donna, e tu, profumo di sposa dove nasce la fronte, o donna presa nel suo aroma e donna presa nella sua essenza, labbra che t’hanno assaporata non odorano di morte… Incorruttibile, o grazia, più della prigioniera nella lampada.    E perché sei presente, l’oro … Continue reading

“Colei che dorme” Saint-John Perse – Amers [5 – 2]

Saint-John Perse - devoirdephilosopie.com

            5 […]    Colei che dorme ancora in pieno giorno, ha la notte di mare sul volto, specchio di un’alba senza viso. E io veglio sulla sua riva, roso da un astro di dolcezza… Avrò per quella che non ode    parole che non sono parole d’uomo. Parigi. 1957 (Traduzione italiana a cura di … Continue reading

29.

      29. L’anonimia di pioggia Ha lavato la fronte Dei pensieri. Nessun moto per luogo – L’estensione al Silenzio E’ durata. bologna. 15 novembre 2013.      

26.

      26. (L’uscita) Schiacciate Questo sonno Come lungo i bordi dei fossi Le rane alle prime luci del giorno.   bologna. 13 novembre 2013.      

25.

        25.    Un opale azzurro il cerchio del Cielo, una luce dimentica delle ore del giorno sembra non riuscire a finire, non poter volgere verso la sera.     Così la notte  lunare ci sorprendeva specchiando come da un lago alpino, mentre si borda di queste ombre di cedri appena mosse nel Vento. bologna. 9 novembre 2013. … Continue reading

24.

        24. (Il segreto o dell’antico amor)    Oggi la madre è tornata alla casa del padre. E lui ne ha guadagnato in sorrisi. A lui, nuovamente offerta in ogni giorno della vita la riserva d’Azzurri, la sua fertilità ridente semplice             Anche quando l’amore           Veniva spostato   … Continue reading

Du secret – Michel Deguy “Gisants”. [5] L’Effacement

MichelDeguy. levy-lehmann.com

  (Testo originale in lingua francese tradotto in italiano e inglese)     Michel Deguy   Du secret    Mais en même temps il me parut qu’il ne tenait pas qu’à moi que l’amour fût sans issue; un secret de la vie dans la vie comme dans les meubles ou les demeures d’autrefois, un secret aussitôt perdu que changé en … Continue reading

23.

        23. (Richiami) Passare la notte Trasparendo Tra il dire e l’esistere        —sta la vita appesa a un filo […] Un fioco lume di rosa bologna. 8 novembre 2013.      

22.

        22. (Emily)      Anche stanotte nella sua stanza chiusa Emily sta seguendo i confini di una stella. Fra le sue bianche mura è silenzio diamante, la vastità notturna e straniera dialoga con lei. bologna. 29 ottobre 2013.      

21.

        21. Correvano colonne, nel più alto del Cielo inanellavano l’aria stingendo l’alba di grigi di oro sotto la cenere spenta. Corrono a Sud grandiosità di cenere, e Vento. bologna. 29 ottobre 2013.      

19.

        19. (Tempo solare)      Il naturale battito del mondo creaturale si riannida alla carne alla foglia alla stella.      Biancotessuta una luce, o una gioia segreta viene calma di ombre, di grigio paziente. bologna. 27 ottobre 2013.      

18.

        18. Notte di melagrana Rapiva il sonno alla zolla. Respira incantata Della terra l’umida brezza Nell’oscurità. bologna. 24 ottobre 2013.      

17.

        17.        Recinta di pioggia naviga la notte, verso l’azzurro del giorno e il cielo che verrà di pietra alabastro. bologna. 23 ottobre 2013.      

16.

      16. Una grotta del Tempo trova ricetto nella pietra antica nella porosità dell’ombra notturna quando la luce dal mondo si ritira, lasciando al posto suo prossimità di lontananze fertili e silenziose. bologna. 19 ottobre 2013.        

15.

      15. (Plenilunio) E non fa male, la notte questo abbraccio di nebbia che si posa. Questo disco lunare mentre si leva verso sud valicando azzurre lontananze in vapori di nuvole. bologna. 18 ottobre 2013.        

14.

      14. Aspetto, sempre di più che la pietra s’arrossi. Nell’aria umida solcano vele sonanti campane di poesia. bologna. 18 ottobre 2013.        

AGAMENNONE – Benigna tu sei, o bella Artemide […]

      Coro: epodo “Benigna tu sei, o bella Artemide, ai teneri cuccioli do feroci leoni e ai piccoli ancora lattanti di tutte le fiere agresti; ma in bene si compia, ti prego, questo presagio, che favorevole apparve, se anche per te esecrando. E te invoco, soccorritore Peana, non voglia la dea con venti contrari e lunghe dimore tener … Continue reading

13.

        13. I chiari cieli mostrano le vene al tramonto di un deliquiare di Luce —come rose d’ottobre sfogliano di petali nei giardini richiusi all’aria fresca e nuova, alle sere silenti che non tardano a venire. bologna. 16 ottobre 2013.        

12.

        12. S’adagia l’ora Alla lanterna Sul baraccano. Ed è un cielo di rosa. Sulla via Emilia antica Nel chiaro azzurro Sorge ora la Luna. bologna. 16 ottobre 2013.        

AGAMENNONE – Apparve il re degli uccelli ai re delle navi […]

      Coro: strofe […] Apparve il re degli uccelli ai re delle navi. Due aquile erano, la nera e la bianca. Apparvero presso la reggia, dalla parte del braccio che vibra la lancia. Spiccavano in alto nelle lor sedi aeree, e divoravano una lepre femmina, gonfia del suo peso di figli, ghermita nell’ultima corsa. Intona lugubre canto, lugubre … Continue reading

AGAMENNONE – E tu, figlia di Tindaro […]

      Corifeo: “E tu, figlia di Tindaro, regina Clitemestra, che cerchi, che cerchi di nuovo, che sai, quale notizia hai avuta, che mandi tutt’attorno sacrifici votivi agli dèi? Degli dèi che proteggono la città, superi e inferi, degli dei delle case e delle piazze, di tutti sopra gli latari bruciano le offerte. Da tutte le parti si levano … Continue reading

AGAMENNONE – Il decimo anno […]

      Corifeo: “Il decimo anno è questo da quando il grande avversario di Priamo, Menelao re e con lui Agamennone, duplice trono e duplice scettro avuti in onore da Zeus, saldo giogo di Atridi, da questa terra uno stuolo di navi argive levarono esercito vendicatore. E dal cuore gonfio di collera gridarono il grande grido di guerra. Simili … Continue reading

11.

bologna. Chiesa della SS. Trinità.

      11. (Sublime) Ma il nudo cielo e l’aria viva, L’azzurro che fa il Vento, L’ombra densa dei verdi Nelle luci del tramonto.       Alessandro Guardassoni (1819-1888).  Affresco della cupola centrale con cori  di angeli. bologna, chiesa della SS. Trinità.   bologna. 12 ottobre 2013.        

10.

bologna. Chiesa SS. Trinità.

        Orazio Samacchini (1532-1577) “Il Crocifisso fra la Beata Vergine, san Bernardo e san Giovanni Evangelista”. bologna, chiesa della SS. Trinità.         10. Magnificato il dono della Croce      (niente ombre né spazio un’atmosfera di bistro ha preso il posto dell’aria)       La carcassa bestiale ai ferri appesa sublima in chiarore … Continue reading

9.

      9. Scrutavo La venuta della sera La luce In levare Per un istante che pareva eterno. E fu ancora imbrunire. bologna. 11 ottobre 2013.        

Impressione.

        Impressione (dopo “Promemoria” di M. Deguy) Scintillando come zampilli rotolano giù dalla cima, o dalla tesa fune sopra il vuoto di luce propria di nomi irrorano le cose. Certo, sono soltanto i sogni dei nomi delle cose,  la loro danza in figure. bologna. 20 settembre 2013.      

8.

      8. Di oro e d’arancio Nel bruno fogliame, Nell’ombra precoce Del tempo di una sera In cui si aggira fiutando Sodalizi d’immenso In questi veli di pioggia Sulle ombre. bologna. 8 ottobre 2013.        

6. (Ottobre)

      6. (Ottobre) Scivola via la fine dell’estate Sopra i giardini di pioggia. Fra le braccia questi rovi di rose — Queste rose abbattute Che ci additano Al cuore. bologna. 7 ottobre 2013.        

5.

        5. Quale creatura Tiene il passo nell’aria In un mattino di pioggia, Battendo come in levare A questo ritmo scordato E dimentico? bologna. 6 ottobre 2013.        

2.

        2. E ritorniamo alla Descrizione del Mondo. Nella Stanza dalla porta richiusa la bocca piena di Vento. bologna. 5 ottobre 2013.        

Prima luna.

  Crisalide di luce chiara lanterna avviluppata nei cieli della sera di braccia di nuvole sottili come scie, cangianti in blu, di bianco Di cenere. lecce. 8 settembre 2013.    

Dagli Aperti.

  Come si dice con la stessa certezza il nome dei Venti, Alla deriva di un orizzonte Del principio che non finisce mai. Al confino di questa riserva di luce la curva del tempo Orofulgente —per ogni istante si leva E declina. lecce. 4 settembre 2013.    

Dalle montagne.

  Dalle montagne increspate di verde Alle vette Alle gole e ai declivi già scritti dai ghiacci. Torrentizie di fiumi le valli —dalle montagne Discendono ancora a ogni passo Gravità e ancoraggio Sotto la volta dei cieli. cadore. 10 agosto 2013.    

senza titolo# 10

  Fascio di nervi E palpiti, E petali di viole. D’arancio e d’oro il sole Sta passando la sua ora. Nella stanzetta sola sul giaciglio Muta, Di brace. Fragrante di sorpresa nell’orecchio: Registra di ogni istante Il solo suo posare. lecce. 27 giugno 2013.    

Rosa dei Venti.

  Rosa marina nel fresco della sera. Stella dei venti. Pettinate maree dai lunghissimi crini Mentre del mondo girano Gli orizzonti E battono al cuore, Battono di sale. Porto Adriano. 25 giugno 2013.    

Passaggi annunciati.

  Notturni moti di risacca fa il Vento, fra i rami Che danzano alberi —metamorfosi Per queste vene aperte dentro il cielo: Impeto d’angeli Che battono alla terra, Che ti chiudevano la bocca Di silenzi. bologna. 14 agosto 2013.    

Azzurri.

  E possiamo sorridere Alla malinconia che corre Sulle corde del violino. Tendiamo azzurre le braccia In questo Vento della sera. Azzurri, E sconosciuti. bologna. 21 giugno 2013.    

Figure – Annunciazioni.

bologna. Giugno 2013.

    bologna. A ovest, sulla Certosa.     Annunciazioni. Una timidezza. Grande. Poi un raggio di luce D’oro, una cascata Di oro fuso, e caldo. In quello, Neri voli cadevano Dall’altissimo. Ho sentito il gelo Serrarmi le ginocchia —in me Si scardinavano le congiunzioni d’essere Che mi tenevano insieme. Ho pensato che fossero demoni A scavalcarmi la schiena. IO … Continue reading

La notte.

  Non sono moltitudini di stelle Ma il silenzio vegetale, Che dalla Terra Sale. Quali orizzonti terrestri Nella spinta di crescere Ad ogni stelo, a ogni foglia Moltiplicano Possibilità di esistere. In questa ora di brezza notturna Nessuna voce, Nessuna eco di passi, Niente altro che l’estensione del tempo Dal battito regolare. bologna. 8 giugno 2013.    

Raccolta di pioggia

      Raccolta di pioggia Una caduta di passi Nell’aria, Un fragore di tocchi Che scartano —l’uno Dall’altro, Ciascuno perduto Verso la risonanza della sua eco           nello stupore di Chi Un’eco non ha, e si ferma Ad ascoltare. bologna. 30 maggio 2013      

Franz

      Di notte Il corpo del Vento Rovescia l’aria, Gli alberi nella stanza, Il cielo pieno di stelle. Assedia D’angosce il cuore. bologna. 27 maggio 2013      

senza titolo# 6

bologna, sulla Certosa. Gestazioni 00613

  Vaste Dardeggianti Nubi —d’allora in poi, Degli angeli Furono le gestazioni In volo. bologna. 17 maggio 2013                                                          

Spirito animale

      Spirito animale Notturno, Ampio Murmure del Vento Silenzioso, da qui, Tra le alte fronde. Dardeggiando veloce Agita nell’ombra Vaste chiome, E in quelle il muoversi Animale Di anime ancora senza identità: Fra scorrere e apparire, Fra permanenza e inanità. Verso le forze nel cielo       mobili sacche di Dolcezza, di muschi, di volumi Del tempo … Continue reading

Luna nuova

      Luna Nuova          Arie notturne          Muovono alla brezza          Come dagli ampi frulli di Angeli          In levare. bologna. 10 maggio 2013      

senza titolo# 3

  Nell’estensione illimitata Della durata del tempo —la calma delle sere, Per le volte celesti, Discende Dorata. Nell’aria del tramonto. Grida di rondini Riecheggiano selvagge. Del tempo: Compiuta Ogni misura.    

La notte giovane.

  E non finisce di venire Della notte La calma Nell’oscurità. Il chiarore lunare Nell’adombrato cielo illumina Come di madreperla Negli abissi marini. Il coro delle Pleiadi Di azzurri nitidi Il volgere della sua scia Punteggia Per l’orizzonte terrestre. Tacciono i canti. Ultimo, il profumo dei fiori A librare nella brezza.    

Un fiume grande come il mare.

  Mi sveglio. Quasi le sette della sera, c’è sempre luce fuori. Ancora vita. Richiudo gli occhi, mi rigiro. Penso. Il mio corpo nel letto grande di lino bianco. C’è anche del rosso sopra il letto, e qualcos’altro di rosso ancora sparso per la stanza. Di nuovo giro la mia faccia sul cuscino. Considero quanto tempo è passato da quando … Continue reading

Notte d’estate

      Non il profumo delicato Dei fiori, Ma la fragranza ombrosa Di terra Sprigiona questa notte Nel cuore Dell’oscurità. Io in quella vena La mia audacia rinfresco. Delle notti d’estate, Avevo smesso di rammemorare La calma che discende Dagli spazi sereni. Stanotte in quelli Cerco di prender sonno.      

L’Alzheimer e la passione dell’immaginario.

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  Alzheimer: il peso del buio. Un paesaggio fatto al contrario (il video) “Un paesaggio fatto al contrario è un racconto visivo e sonoro di percezioni, in cui il presente e il ricordo generano immagini e sensazioni. E’ come un teatrino disabitato, in cui a tratti prendono vita marionette scomposte, storie fantastiche, percorsi e visioni, sull’onda dell’entusiasmo generato dalla memoria … Continue reading

Canto d’acque.

  La pozza d’acqua Nel palmo della rupe Si rinfranca, In Te Trova ricetto. Nella notte di viole. Sulle pendici dei monti. Altitudine Abissale e stellata. E questo murmure di brezza E questi canti di animali Che muovono di notte Per la radura.    

Primiero canto.

  In cuor mio Attendo Sotto gli occhi richiusi Il cantare dei merli Sui cancelli celesti —Nell’aria A un segno convenuto Che non è dato sapere, Cantano Il passaggio dell’oscurità. Primiera danza, Suono ancestrale di ogni verso di poesia.    

CLUSTER – Parte prima

  Cluster. “L’esperimento” Le capitava di dormire anche per intere giornate da quando tutto era finito. Nella casa l’ospitavano nessuno le domandava niente, niente che si aspettassero da lei. Di colpo ogni cosa intorno si ritrovò immersa in un fisso silenzio, le notti, i giorni venivano ancora, ma come si aprono inutilmente su certi luoghi abbandonati. Dormiva, per risanare da … Continue reading

Cluster – estratto “Dormiva”

  Cluster. Dormiva, senza sogni. Quando non dormiva riempiva fogli su fogli di colore puro. Con pochi tratti i suoi disegni venivano nel disordine alla luce, si dibattevano nel continente bianco di silenzio di prima dell’inizio -quasi che nel silenzio qualcosa si dovesse disgregare. Indifferente, per lei, che fosse da sola oppure che qualcuno sulla porta si arrestasse un poco … Continue reading

Cluster – “L’esperimento”

  Cluster. le capitava di dormire anche per intere giornate. da quando tutto era finito. nella casa dove era venuta ad abitare nessuno le domandava niente, niente che si aspettassero da lei. da lontano, la sorvegliavano perché la vita non l’abbandonasse. intorno ogni cosa pareva immersa in un fisso silenzio. i giorni, le notti si aprivano inutilmente, disabitati -dormiva, come … Continue reading

L’instant decisif.

  Mi domando se la memoria della fotografia di cui scriveva Henri Cartier-Bresson, non sia in realtà la manifestazione “memorabile” di qualche cosa in noi stessi come la struttura sottesa e misteriosa. Può un oggetto, quale appunto una fotografia, essere dotato di memoria? Se la memoria è piuttosto l’ambiente e il processo di qualcosa che accade e non la sua … Continue reading

R. M. RILKE – Poesie francesi “Verzieri N.39”

  Ô mes amis, vous tous, je ne renie aucun de vous; ni même ce passant qui n’était de inconcevable vie qu’un doux regard ouvert et hésitant. Combien de fois un être, malgré lui, arrête de son oeil ou de son geste l’imperceptible fuite d’autrui, en lui rendant un instant manifeste. Les inconnus! Ils ont leur large part à notre … Continue reading

R. M. RILKE – Poesie francesi “Verzieri N.45”

  Cette lumière peut-elle tout un monde nous rendre? Est-ce plutôt la nouvelle ombre, tremblante et tendre, qui nous rattache à lui? Elle qui tant nous ressemble et qui tourne et tremble autor d’un étrange appui. Ombres des feuilles frêle, sur le chemin et le pré, geste soudain familier qui nous adopte et nous mêle a la trop neuve clarté. … Continue reading

NOTE DA UN’ARTEFICE. XV

  Lungo le chiome d’alberi Pensieri antichi Slegano Tutto l’oro del giorno. Per tutti i verdi steli Ripercorreva il tempo La sua luce. Quali lingue sconosciute Declinano dal verde I corsi dell’esistere? Quale il punto A cui si riferisce Lo schiudere del tempo?    

R. M. RILKE – Poesie francesi “Verzieri N.42”

  Ce soir quelque chose dans l’air a passé qui fait pencher la tête; on voudrait prier pour les prisonniers dont la vie s’arrêtée. Et on pense à la vie arrêtée… À la vie qui ne bouge plus vers la mort et d’où l’avenir est absent, où il faut être inutilement fort et triste, inutilement. Où tout les jours piétinent … Continue reading

R. M. RILKE – Poesie francesi “Verzieri N.40”

  Un cygne avance sur l’eau tout entouré de lui-même, comme un glissant tableau; ainsi à certains instants une être que l’on aime est tout un espace mouvant. Il se rapproche, doublé, comme ce cygne qui nage, sur notre âme troublée… qui à cet être ajoute la tremblante image de bonheur et de doute. * Un cigno avanza sull’acqua tutto … Continue reading

R. M. RILKE – Poesie francesi “Verzieri N.43”

  Tel cheval qui boit à la fontaine, telle feuille qui en tombant nous touche, telle main vide, ou telle bouche qui nous voudrait parler et qui ose à peine, – autant de variations de la vie qui s’apaise, autant de rêves de la douleur qui somnole: ô que celui dont le coeur est à l’aise, cherche la créature et … Continue reading

R. M. RILKE – Poesie francesi “Verzieri N.24”

  C’est qu’il nous fait consentir à toutes les forces extrêmes; l’audace est notre problème malgré le grand repentir. Et puis il arrive souvent que ce qu’on affronte, change: le calme devient ouragan, l’abîme le moule d’un ange. Ne craignons pas le détour, il faut que les Orgues grondent, pour que la musique abonde de toutes les notes de l’amour. … Continue reading

R. M. RILKE – Poesie francesi “Verzieri N.38”

  Vues des anges, les cimes des arbres peut-être sont des racines, bouvant les cieux; et dans le sol, les profondes racines d’une hêtre leur semblent des faîtes silencieux. Pour eux, la terre n’est-elle point transparente en face d’un ciel, plein comme un corps? Cette terre ardente, où se lamente après des sources l’oubli des morts. * Viste dagli angeli, … Continue reading

R. M. RILKE – Poesie francesi “Le rose IV”

  C’est pourtant nous qui t’avons proposé de remplir ton calice. Enchantée de cet artifice, ton abondance l’avait osé. Tu étais assez riche, pour devenir cent fois toi-même en une seule fleur; c’est l’ètat de celui qui aime… Mais tu n’a pas pensé ailleurs. * Eppure noi ti abbiamo offerto di riempire il tuo calice. Incantata da questo artificio, la … Continue reading

R. M. RILKE – Poesie francesi “Le rose III”

  Rose, toi, ô par excellence complète qui se contient infiniment et qui infiniment se répand, ô tête d’un corps par trop de douceur absent, rien ne te vaut, ô toi, suprême essence de ce flottant sèjour; de cet espace d’amour où à peine l’on avance ton parfum fait le tour. * Rosa, tu, quanto per eccellenza completa che si contiene … Continue reading

R. M. RILKE – Poesie francesi “Le rose IX”

  Rose, toute ardente et pourtant claire que l’on devrait nommer reliquaire de Sainte-Rose…rose qui distribue cette troublante odeur de sainte nue. Rose plus jamais tentée, déconcertante de son interne paix, ultime amante, si loin d’Eve, de sa première alerte, – rose qui infiniment possède la perte. * Rosa, tutta ardente e però chiara che si dovrebbe chiamare reliquario di … Continue reading

R. M. RILKE – Poesie francesi “Verzieri N.27”

  Qu’il est doux parfois d’être de ton avis, frère aîné, ô mon corps, qu’il est doux d’être fort de ta force, de te sentir feuille, tige, écorse et tout ce que peux devenir encor, toi; si prés de l’esprit. Toi, si franc, si uni dans ta joie manifeste d’être cet arbre de gestes qui, un instant, ralentit les allures … Continue reading

R. M. RILKE – Poesie francesi “Verzieri N.32”

  Comment encore reconnaître ce que fut la douce vie? En contemplant peut-être dans ma paume l’imagerie de ces lignes et des rides que l’on entretient en fermant sur la vide cette main de rien. * Ancora, come riconoscere ciò che fu la vita mite? Contemplando -forse nel mio palmo la stampa di queste linee e delle rughe che conserva … Continue reading

R. M. RILKE – Poesie francesi “Verzieri N.31”

  PORTRAIT INTÉRIEUR Ce ne sont pas des souvenirs qui, en moi, t’entretiennent; tu n’es pas plus mienne par la force d’un beau désir. Ce qui te rend présente, c’est le détour ardent qu’une tendresse lente décrit dans mon propre sang. Je suis sans besoin de te voir apparaître; il m’a suffit de naître pour te perdre un peu moins. … Continue reading

R. M. Rilke – Poesie francesi “Verzieri N.33”

  Le sublime est une départ. Quelque chose de nous qui au lieu de nous suivre, prendre son écart et s’habitue aux cieux. La rencontre extréme de l’art n’est-ce point l’adieu le plus doux? Et la musique: ce dernier regard que nous jetons nous-mêmes vers nous! * Il sublime è una partenza. Qualcosa di noi che in luogo di seguirci, … Continue reading

R. M. Rilke – Poesie francesi “Verzieri N.1”

  Ce soir mon coeur fait chanter des anges qui se souviennent… Une voix, presque mienne, par trop de silence tentée, monte et se décide à ne plus revenir; tendre et intrépide, à quoi va-t-elle s’unir? * Questa sera il mio cuore fa cantare angeli che si rammemorano… Una voce, quasi la mia, per troppo tempo dal silenzio tentata, s’eleva … Continue reading

R. M. Rilke – Poesie francesi “Verzieri N.9”

  Si l’on chante un dieu, ce dieu vous rend son silence. Nul de nous ne s’avance que vers un dieu silencieux. Cet imperceptible échange qui nous fait frémir, devient l’héritage d’un ange sans nous apartenir. * Se si canta un dio, quel dio vi rende il suo silenzio. Nessuno di noi che non s’avanzi verso un silenzioso dio. Questo … Continue reading

Città antica.

  L’azzurro chiaro delle cinque della sera. Il cielo —il colore del cielo per un poco liberato della pioggia e dei vapori dell’umidità. Si può vedere la luna. Lungo le vie fra gli antichi palazzi, i lastricati romani ricoperti di fanghiglia e limacciosi come la scia rimasta dello scorrere del fiume: ci sono tracce di fiumi ovunque. Limo di fiume … Continue reading

Lo sguardo del poeta.

  “(…) il poeta possiede fin dalla nascita una deformazione dello sguardo tale da fargli credere che senza le parole magiche non arriverà mai a conoscere i segreti del mondo, e forse neppure ad autodistruggersi. Si tratta di una deformazione, perché ciò non è vero: per arrivare fino al punto desiderato basta il semplice amore (…).” Da un manoscritto inedito … Continue reading

Prima di sera.

  Schiariscono I pomeriggi Lunghi, leggeri. Il cielo Velato d’acque Insegna Primavera. Chi —di me Trema, ora In quest’attesa? Quanto profonda e Nera Può essere la terra, In cui è gettata Di dolore Tanta radice.  

Di bianco.

Febbraio 2013.

  Sono le ore nel cuore della notte. Demetra ha diradato il passo di ghiaccio e di nevi. Un poco si distoglie, da questa danza ebbra di abbandoni come una semina dispensatrice di silenzi che riempiono la bocca. Con ogni tempo tutti gli occhi della terra sono soltanto per lei. Nella sua momentanea distrazione. Del capelvenere stanotte mi voglio ricordare … Continue reading

Rilke e lo “spazio interiore del mondo”.

Compianto sul Cristo morto. Presso il Museo di Belle Arti di Boston.

  III. (Anche noi) come i veri primitivi, continuiamo ancora a dipingere gli uomini su sfondo d’oro. Stanno davanti a qualcosa d’indistinto. Talvolta all’oro, talvolta anche al grigio. Talvolta nella luce, e spesso dietro di loro vi è un buio impenetrabile. IV. E’ comprensibile. Per riconoscere gli uomini fu necessario isolarli. Ma dopo averne fatto lunga esperienza è giusto porre … Continue reading

Poterlo scrivere.

bologna, san Giovanni in Monte.

        Francesco Gessi (1588-1649) “Gesù chiama all’apostolato Giacomo e Giovanni”. bologna, chiesa di san Giovanni in Monte.       Il punto è ogni volta riuscire a capire quando riguarda soltanto me, quello che accade, che agisce come qualcosa al di là dell’evento in se stesso, legandosi  piuttosto a ciò che è stato, è già avvenuto da … Continue reading

L’encre et la nuit.

  Mi trovo con una storia fra le mani. Forse con i buchi di quella che avrebbe potuto essere una storia. L’ho letta fra le pagine di un vecchio quaderno, ho riconosciuto fra le righe scritte con un tratto leggero di matita una voce, qualcuno: una donna, un uomo, quell’atmosfera che toglie il respiro che hanno gli incontri furtivi, i … Continue reading

Settembre.

  Settembre, di sera. Alla finestra in lontananza le ultime luci del tramonto si sciolgono nell’azzurro di seta e d’oro. L’anziana donna nel cortile raccoglie la biancheria stesa ad asciugare. Richiude con rumore gli stendini, è impedita nei movimenti da una paralisi per metà del corpo. E’ forte la donna, e dura. Non lontano da qui la faccia delle due … Continue reading

Merum.

  Intendo quello fatto di succo d’uva, semplice fermentato di polpa zuccherina, frutto ultimo delle viti che maturano da terre scarse di piogge, alla luce cocente del sole. Mio padre fa un vino così —non un vino da taglio, grossolano e ottuso muscolo di vite, ma un succo dal gusto gentile e moderato, armoniosa miscela di uve diverse in eguali … Continue reading

leucos.

  Stamattina leucos si è risvegliata in città. Estraneo nei suoi occhi si rifletteva il blu profondo del cielo, come pure quest’ascesa del giorno senza suono, mentre viene nel suo orecchio. Molto più tardi, di sera ormai, sarebbe uscita per comprare qualcosa da mangiare. Nel vecchio mercato fra quelle donne, gli uomini come spiccavano stranianti i suoi colori, la lentezza … Continue reading

Di giorno

    Di giorno E mi domando perché Pure se innumerevoli, le grida delle rondini Giungano All’orecchio Singolari. * * * Del cielo —fra le mura dei cortili Più che la vastità Viene il suo ritaglio. bologna. 26 giugno 2012