Passaggi#

              Come trovarsi in un rifugio tra i boschi di montagna, così stanotte il temporale in città. Illumina fra i lampi il borgo antico cinto dalle colline, gli orizzonti dei boschi com’erano un tempo e i fiumi ancora impetuosi e navigabili di nuovo sotto il cielo. * * *       Una giornata … Continue reading

Il Vento di sera

      Il Vento di sera Il Vento si diffonde nell’aria profumando di fiori dei tigli che crescono per tutta la città. Nell’azzurro del cielo la luna – a tratti – fra migrazioni di nuvole verso l’est. Dai tetti i canti del merlo, nell’alto i voli delle rondini fra nuvole e grida. Diventa fresco. Più tardi. Il Vento si … Continue reading

Le otto della sera

         Nonostante il fracasso che fanno gli autobus alla fermata, i canti degli uccelli vibrano all’aria più sonori dal più alto dei rami d’alberi nella piazza, dai tetti dei palazzi di pietra rossa e antica non finiscono di venire, di richiamare. La sera.    Più lontano e più in alto di nuvole rosa-arancio al tramonto si aprono … Continue reading

Nella lettura del mondo

      Le prime ore del pomeriggio, il sole di primavera riscalda il Vento di umidità, si accende la luce sui fiori gialli delle mammole alla finestra. Sono in disordine, ancora incolta alla vita del giorno, anche per oggi ho disertato la sua chiamata. Ieri notte -dopo una lunga assenza – sono tornata a scrivere Se si scrive, si osserva … Continue reading

Effemeridi di primavera

    Le grida delle rondini nel cielo di città sono arrivate all’inizio del mese. Primavera è matura. Oggi, il primo giorno di luce dorata. La vigilia di luna piena, veniva la sera di un’aria indimenticabile: appena tiepida nella sua freschezza, dalle sottili distanze fra le cose, agiva affiorando una nuova vena che sapeva del profumo dei fiori – erano gelsomini … Continue reading

Cantar senza struttura

                                        “Sono un seme caduto sulla roccia. Sono una pianta germinata negli anfratti inospitali —là dove nessuno si aspettava che …”      Una lunga permanenza in casa per curarmi da uno stupido virus infettivo mi ha gettata in uno stato d’isolamento che non avevo patito mai nella mia vita adulta. Quando dico isolamento intendo una condizione … Continue reading

“il pane sotto la neve”

           E’ il giorno del mio compleanno. In piedi nel caffè consumo la mia colazione. Passate le undici del mattino. Ho dormito soltanto poche ore.     Fuori, il cielo rarefatto di neve sospesa a mezz’aria ha ingoiato per metà la torre degli Asinelli. La purezza della neve in un freddo giorno d’inverno. Il primo della … Continue reading

Notturno

      Notturno    Fu per il debito contratto dal padre      che non aveva pagato      Di lui la moglie e le figlie da uomini diversi venivano portate a viva forza    E uccise. bologna. 13 dicembre 2013.      

Fine estate.

  Il cielo schiarisce e sfuma di pastello come gli affreschi sulle volte delle chiese, che raccontavano le vite dei santi. Tutto un vapore quest’aria nuova di settembre di velature a tocchi delicati. La notte, indugia fra le stelle con la dolcezza dei vecchi quando bambini ci baciavano sulla fronte, per paura di farci male. bologna. 15 agosto 2013.   … Continue reading

Lettera da Istanbul.

  Lettre d’Istanbul, 17 juin 2013. “Sur le site Internet des élèves d’un lycée d’Istanbul, un jeune a expliqué que l’important c’est de résister, non de vaincre. “Ils nous chassent avec des gaz? Peu importe. Reculons. Mettons-nous à l’abri, préservons-nous, pour pouvoir revenir… et résister. (…)”   Etienne Copeaux     Una traduzione in italiano del testo.   Sul sito … Continue reading

#occupygezi – Le ultime notizie.

     STANDING MAN Il ragazzo che ha dato il via alla protesta ribattezzata “standing man”, subito imitato da centinaia di persone tra Istanbul e Ankara. guardian.co (link al video)   18 giugno ore 8:30. Si è vista una nuova forma di protesta nella serata di lunedì a piazza Taksim, a Istanbul: un uomo si e’ piazzato da solo, in … Continue reading

#occupygezi. Test!

  ANSA 17 giugno ore 15:43. Il premier turco Recep Tayyip Erdogan ha detto oggi di “non riconoscere” il Parlamento Europeo, riferisce l’agenzia Anadolu. L’assemblea Ue giovedì scorso ha approvato una risoluzione critica sulla brutalità della polizia turca e sul comportamento del governo e del premier di Ankara. “Gli avvenimenti degli ultimi giorni sono stati un test per la nostra … Continue reading

#occupygezy – Appelli urgenti.

    Appel urgent d’Oya Ersoy Dear brothers and sisters, dear friends of the democratic people’s movement in Turkey!   Témoignage de S., nuit du 16 au 17 juin Depuis que je vous ai écrit cet après-midi, voici de nouveaux faits (nouveaux si on peut dire car ils sont vite dépassés, tout allant si vite).   Témoignage de S., d’Istanbul … Continue reading

#occupygezi – 16 giugno 2013.

        ANSA 16 giugno – ore 22:50  (…) Decine di migliaia di persone sono di nuovo scese in piazza nella megalopoli del Bosforo per marciare su Taksim e denunciare il brutale assalto ieri notte della polizia a Gezi Park. Un attacco feroce, che ha fatto 800 feriti, fra cui bambini colpiti da proiettili di gomma, decine di persone … Continue reading

Da ogni angolo delle città turche, a migliaia.

    Istanbul. Irruzione della polizia al Divan Otel.   Le tre del mattino, sono ore vissute con il fiato sospeso. Dentro un’implorazione muta. Che si sottraggano al martirio. Ma era un solco già tracciato l’epilogo di queste ore. Difficile sottrarsi all’attrazione di dover opporre al “mostro disumano” un contegno umano fino al sacrificio di sé. Forse davvero questi uomini, queste … Continue reading

Piazza Taksim e il tempo sospeso.

        Cinque morti dall’inizio della rivolta popolare turca disarmata. Decine di persone che hanno perso la vista a causa dei gas, migliaia di feriti -alcuni in coma. Dio sa quanti uomini e donne sono stati arrestati e in quali condizioni sono detenuti. La disperazione delle madri di Gezi-Park; la stessa delle persone davanti agli arresti delle decine … Continue reading

Il sogno nuovo di una rosa.

  A ogni inizio di giorno ritrovarmi già immersa nel passaggio che fanno le parole. Così imbandite di senso. Come le vie che portano in tutte le direzioni, come atmosfere. Come le danze che trascorrono negli azzurri caldi, piumati dei cieli di città, in un tempo d’estate che si è perduto in quest’altra stagione che non sappiamo nominare. bologna. 11 … Continue reading

#occupygezi. Ciò che va in fiamme e in frantumi.

      Dalle prime ridicole notizie sui canali tradizionali di informazione sembrava quasi che si trattasse di una protesta ecologista -salvare le centinaia di alberi del Gezi Park, contro il progetto di riqualificazione dell’area pubblica con la costruzione di un centro commerciale. Ma ormai da tempo gli organi di stampa anche in versione digitale hanno perso il ritmo e … Continue reading

Maggio in città

           Il calore della stagione, quella che dovrebbe essere e invece ci manca —oggi posava appena nell’aria con la sua densità familiare, con il profumo e il sollievo di un momento. Viene distratta questa stagione, smarrita nelle corse che fa il Vento, confusa di pioggia.      Forse, non è diverso da sempre nonostante l’idea che … Continue reading

Quando si dice: scrivere.

  bologna. Cortile in primavera. Nonostante i brutti sogni del mattino, oggi la mente viene al risveglio già ben orientata nel suo paesaggio di senso, di parole. Fuori è una bella giornata di sole, dal caldo che fa si potrebbe dire una giornata estiva. Si sta in casa con le finestre aperte, nell’aria che aleggia in una sottile vena di brezza … Continue reading

La seconda porta.

  Nel fulgore di una luce sinistra La carezza animale Umida E fredda Celava il brivido dell’oscurità. Chiusa la porta, Per l’estensione immersa Nel buio che rimane —le mani nude Inghiottiva La notte cieca Dell’ira. * * * Nell’azzurro della sera. Sopra il traffico stradale Attraversa la traccia di una grotta In mezzo al cielo.    

Finestre e davanzali.

  Finestre e davanzali. Giambattista lavora in officina, batte il ferro incandescente. Giambattista fa il fabbro artigiano. Ha costruito dei palchetti -di pirandelliana memoria -per le mie finestre, a protezione delle piante che coltivo sui davanzali. Cedevo così alle preoccupazioni di tutti quelli che temevano potessero cadere giù. Oggi, il primo giorno dei davanzali “legali”. Ma c’è di più. Nello … Continue reading

Una giornata di sole.

  Vengono giorni in cui non scrivo una riga. Giorni in cui ancora non scrivo, ma sono in cerca, organizzo, leggo, penso. Ascolto. Molte cose vengono in mente, talvolta vere e proprie “visitazioni” che riescono a illuminare i lati riposti del mio immaginario. Sono giorni in cui mi occupo d’altro. Dell’altro che ha sempre a che fare con uno sgombero … Continue reading

Poetare.

  Questi ponti di corde lanciati attraverso gli abissi. Distinzione di lingua non conta come lo sguardo del pensiero, il verso della mano.     bologna. Di pomeriggio, sopra le sette chiese.      

Tardi.

  Sono le sei e mezza. Nel cielo si è acceso l’azzurro. Dalla finestra chiusa all’aria fredda di fuori, si posa nella stanza il primo canto del merlo nella sera. Il primo della bella stagione.  

Forza naturale.

  Tutto questo confondere la notte con il giorno, questo alternarsi improbabile del tempo della veglia, del tempo del sonno sfociano con forza naturale all’inabissarsi di un qualunque nome proprio o soggetto del vivere quotidiano, per condurre ciò che ancora rimane di noi a una destinazione che si compie soltanto nell’avvenuta dissoluzione di tutte le prospettive temporali. Dopo questo avvento, … Continue reading

La libertà, forse.

  Può accadere un giorno di trovarsi ai piedi proprio quello che si stava attendendo —per esempio, una giornata di buona salute. Raccogliamo la novità, la prendiamo con noi, ma senza slancio. Troppo tardi, forse? Troppo penosa l’attesa? Oppure il tempo prolungato della prova ha causato -non vista -la liquidazione progressiva di ogni riserva di felicità, di entusiasmo, di allegria? … Continue reading

Una presenza appena

      Mandata a casa dall’ospedale Maria, perché della sua malattia non potrà guarire —detto così, suona come un verdetto d’accusa, una condanna. Alle catene che mette il dolore si aggiunge la colpa. E’ stata respinta, Maria, rimandata indietro. Di nuovo a casa con il suo male ancora intatto. Per lei: niente da fare. Maria ha figlie e un … Continue reading

Breviario mediterraneo.

  Giardini d’ulivo. Natale 2012.   Meridiano. Alla distanza: immersa nel suo moto d’inerzia, trasparendo nell’ora lo sguardo di una muliebre natura. Ombre di seta levano dagli anfratti, danze alla luce dal passo fugace. * * * Ancestrale. Di verde, di blu. Di grigio elementare. D’argento. Di passato. Bianco tonando fra cielo e terra ancora può nominare. * * * … Continue reading

Nell’attesa.

  Procede Orfeo all’indistinto della sera, domandando di esistere. Impaziente nel passo, muto nell’azzurro manto, come la fronte di un bambino china l’orecchio alla mancanza di parola, un giorno di più, nell’immoto canto.    

senza titolo# 1

  Era appena giorno, ma buio ancora. Cadeva una pioggia minuta: degli oleandri a schiera sulle lucide foglie come lance ricurve pioveva a scintille. Una luminaria valeva il bagnato, ai riflessi di luci nel cortile.    

Crisi di Natale.

  Mai successo negli ultimi anni di attraversare la città “natalizia” così dimessa. Non è nemmeno necessario inventarsi strategie per evitare di ritrovarsi intrappolati nelle isterie del traffico -dei veicoli o dei pedoni, è lo stesso. Tempo di crisi? Sembra improbabile, a giudicare dai prezzi esposti nelle vetrine. Ha aperto negli ultimi mesi un negozio in cui per un chilo … Continue reading

“Mater” di tutte le nature.

  Di sicuro non sono gli alberi di Yule quelli che crescono sui marciapiedi delle strade di periferia. Nessun mito li nobilita a simboli propiziatori nei riti di passaggio, per benessere e fertilità. Eppure anche dov’è più agghiacciato il cuore del vivere come in un lungo, interminabile inverno —là stanno con le loro robustezze, i loro ancoraggi, la stabilità. E … Continue reading

Toponimie.

  Sempre si scrive. Com’è possibile, si scrive. Incessante la scrittura si ricrea. Aggettiva spazi su spazi. Non una designazione, un nome proprio —che non lo vuole. Ma vie circoscritte di parola, seminati sentieri di una circolazione comune di gesti nello spazio fra le cose. Un giardino di panni bianchi stesi al chiuso della notte. Si teme, nel giorno, il … Continue reading

Esercizi per le stelle.

  Questa notte il fragore delle stelle, come marosi celesti —non se ne può respirare. Si veglia nell’attesa il giorno a venire. * * * “Leggere ciò che non è mai stato scritto. Questa lettura è la più antica: quella anteriore a ogni lingua —dalle viscere, dalle stelle o dalle danze.”   Il brano citato fra virgolette è di Walter … Continue reading

Fioriture invernali.

  Nelle ultime luci della sera, sono le uniche forme di vita all’aria fredda nel silenzio del cortile. Una ha il bouquet di bianco, altre invece del rosso tipico e intenso dei ciclamini. Un’altra ha il profumo dell’azzurro dei boschi. Le piante erano state scelte nel mattino, al mercato dei fiori sulla piazza del sagrato, davanti a san Francesco tutt’ora … Continue reading

Lucori.

      Le prime ore del pomeriggio. La luce bianca di fuori. Dalla finestra il cielo grigiochiaro di nuvole, più fredda l’aria. Dalla tazza di caffè si esala un aroma di tostato caldo. E poi il profumo di cera d’api e di miele. Fra queste cose io, in uno stato di vapore, con la vita dei sensi tutta compresa … Continue reading

Una fotografia.

  Dopo un poco che si guarda, succede sempre dopo un poco, di vedere qualcosa. Una fotografia semplicemente registra il fatto. Ieri era una bella giornata d’autunno. E’ anche un inizio, l’immagine, credere che sia possibile scriverne.   Alberi in un parco. A Bologna.  

Medievale.

  Come per il Tiresia di Leucò, anch’io oggi diventavo altro da quello che sono. E non c’è niente d’insolito in questo, non occorre un dio ad ordinare certe cose. Un mutamento è doloroso e fisico e ricongiunge la vita al suo retaggio di foresta, il mondo intero al più antico di tutti gli dei. Per impedirsi d’invecchiare accecandosi. Per … Continue reading

Sugli aperti.

  Quell’avanzo di luce estiva che non trovava la giusta densità per divenire visibile, quel principio di metamorfosi che non riusciva a raggiungere la forma —quella riserva che rimaneva non vista, che non smetteva di venire come carica di elettricità: inutilmente per la visione, ma sufficiente per la coscienza di esistere. Luna: splendeva come liberata follia nel blu del cielo … Continue reading

Contrappunti.

  Sbocciano i canti degli uccelli da un istante a un altro ancora: ricorrono continui e fitti, e sono schiocchi turchini nella luce del giorno. Vibrano sonoramente stelle, al canto dei grilli nell’arco della sera.    

Ognissanti.

  Confidare nel cielo —un’espressione serissima. Si capisce sotto l’azzurro limpido dispiegato e mite. Una fiducia cosmica scaturisce sorgiva per una luce che splende liberata. * * * I morti giovani non invecchiano. La giovinezza interrotta non si ferma di venire, coprendo la morte per il tempo che rimane.    

Viaggio in treno.

  Leggo durante il viaggio. Con tutti gli altri sensi mi lascio trasportare nella marea compatta di un grigio elementare, di vite ordinarie. Io non rifuggo da questo, io mi distendo nell’onda dell’uniformità. Dal finestrino le immagini del viaggio in grigioverde continuo, dagli appennini al mare: stretti nel cielo di pioggia i rilievi più solitari in quello, il mare in … Continue reading

Senza trucco.

Al centro della mia stanza è una scalinata monumentale. E’ solo un sogno, ma non ci sono angeli che a percorrerla su e giù. Più di una luce stanotte nel gelo sulle vie illuminava gli affreschi degli antichi palazzi, solitarie comete di annunci che nessuno può intendere più. Dentro gli specchi, il racconto necessario di una vita. L’eco di una … Continue reading

Topografie.

  Al mercato settimanale molte piazzole sono rimaste deserte, gli ambulanti non sono venuti. Altri banchi invece hanno chiuso in anticipo e i venditori con i loro furgoni sono pronti ad andare via. Incomincia a piovere piano, poi con insistenza sempre maggiore, infine a dirotto. Soltanto gli indiani non si muovono da qua, anche se i vestiti sui banchi si … Continue reading

Più cuore nelle mani

  “Mettete più cuore in quelle mani” si legge all’uscita sulla vetrata del santuario della Madonna della pioggia. Si può leggere il motto soltanto dall’interno dell’aula, come sempre, in controluce verso il mondo di fuori, ancora un paio di passi nel luogo interiore illuminato di bruno. Guadagnavo la soglia e mi accorgevo di essere stata interdetta.  Semplice la frase. Urgente … Continue reading

Tempo di vespri.

  Ho sormontato il monte e poi la valle, con occhi spessi di pianto. Campagne incolte, i muri bassi, le case. La limpidezza di un fiore nel mattino. La luce chiara. Poi una lunga pausa fatta di bianco impenetrabile, muto. E dopo ancora un sogno vivido e bizzarro, con il mare che fluttua lungo la via san Vitale, blu intenso … Continue reading

Canti Orfici – una lista

      Barbarico     Quando venni ad abitare in questa città quello che mi colpì fu soprattutto la sua atmosfera bruna, come impregnata fisicamente del colore della pietra, del riflesso di luce che ne emana. E poi la presenza di torri — non solo le principali ma anche quelle che all’improvviso s’innalzano nei vicoli, che già al primo … Continue reading

Con gli occhi chiusi.

  Se chiudo gli occhi è una complessa geografia di volte di pietra che si sovrappongono e intersecano fra loro, che si contendono la luce bruna di un portico senza tempo. Per un poco ho creduto di perdere la voce e l’ascolto in una parola in prestito, che però non era la mia. Per un poco ho abitato fuori dall’incanto, … Continue reading

“Presto”.

  Di grigioazzurro, di bianco. A fior di pelle di brividi —a ondate, a spiccare di note. Lampeggianti clamori fanno la spola sottesa di una mutevole trama: fra inabissarsi e apparire. L’impazienza regina apprende a mordere il passo.  

Stanze.

  “Perché, si domandò, non riesco ad avere sempre lo stesso sentimento, sentire con assoluta certezza che Miss Milan ha ragione e Charles torto, e attaccarmi a questo, confidare nel canarino, nella pietà e nell’affetto, senza sentirmi sferzata da ogni parte quando entro in una stanza piena di gente?” Mabel aveva giudicato il suo aspetto e il suo mondo del … Continue reading

Tempo

  E’ nel mattino presto, quando gli azzurri sono più trasparenti e il disco solo della luna brilla illuminato: non caldo, né freddo, matido d’acque come ogni principio viene anche il giorno nuovo. Con mano antica il tempo si dipana: di stupore empie la bocca muta, fra i vapori aerei e i merli del Podestà gareggia senza posa, costeggiando di … Continue reading

Notturno urbano.

  Il giorno nuovo si trae fuori dalla notte: sopra gli aperti di pietra —questa notte, di vento veloce e fresco. Sonoro allo stormire di foglie nei giardini, sussurra negli archi “enormemente vuoti” della teoria di portici che scrive la città. Stellato, come fiume limpido in cui l’universo notturno si rispecchi: così viene il giorno, in attesa, fra due notti … Continue reading

Cannette e calamai.

  In fondo alla piazza dell’Orologio, lungo la via stretta che costeggia le mura dell’antico palazzo del governo della città si trova una cartoleria. Dal 1810 il negozio è là. Le gestioni dell’attività si sono succedute nel tempo, ma da qualche parte esiste ancora il magazzino con gli articoli delle diverse epoche. L’uomo che insieme alla moglie gestisce la cartoleria … Continue reading

Un compimento.

  Quando succede si sa. Prima: è impossibile da capire. Per tutto il giorno il cielo è rimasto sereno, l’azzurro più trasparente nell’oro della luce. Ancora fino a sera. Appena sveglia, c’è stato oggi chi ha detto di ritrovare nell’espressione sul mio viso il riflesso degli aperti. Per tutto il giorno dentro la pagina scritta. Del tempo trascorre la sua … Continue reading

Tra fiume e mare.

  Vallette di Ostellato (Fe). Settembre 2012. Sopra i lembi di terra fra i canali e il mare con la sua distesa. Quasi nessuno in questi luoghi dopo le ferie estive. Lido di Spina, di notte. L’aria liquida, immota e densa, il profumo bagnato della resina dei pini. Appena un debole  presentimento di come mille anni fa doveva essere qui. … Continue reading

Passaggi# 3

      Scritto per oggi Era un mattino limpido e silenzioso. L’aria nuova riserva ancora un poco del calore estivo. * * *   Profuma l’aria Di un avanzo di calore estivo. L’azzurro      immoto.   * * * Scelgo vestiti e nuovi colori per questo passaggio di stagione. * * *   Scivola, non visto Il tempo … Continue reading

Passaggi# 2

      La Passione       Quella di Bach, Secondo san Matteo. La risonanza elementare di ogni sillaba nel canto della voce, senza enfasi, priva di espressione. Un puro canto in musica.       Di recente, nei miei risvegli trovo il suo incedere sorgivo già dentro di me. bologna. 12 settembre 2012      

Passaggi# 1

      Di mattina presto       I merli hanno già smesso di cantare. Per breve tempo insieme a uccelli diversi hanno intessuto questo spazio di sonoro.       Non mi accorgevo alla finestra che il cielo si è schiarito. Spengo la luce, mi addormento per un po’. bologna. 27 giugno 2012