A due voci

 

 

 

Un chiarore per se stesso

In qualche istante la nebbia ha avuto ragione su di noi, sulle nostre vite luccicanti e prive di splendore. Un corpo di chiarore per se stesso, ha occupato tutta l’aria e le distanze un dipanare di sogno, e la pietra manufatta e il suo detto solitario nuovamente si confidano nell’occhio restituito d’improvviso alle selve.

rosaturca

 

 

                     Une clarté en soi

En un rien de temps, le brouillard nous a englouti, nous et nos vies scintillantes et privées de splendeur. Bloc de clarté en soi, il a occupé tout l’air et les lointains démêlant le rêve. Alors, la pierre taillée et son dit solitaire se confient à nouveau dans la vue des forêts soudain retrouvée.

Traduzione dall’italiano di Philippe Aigrain
ATELIER DE
BRICOLAGE
LITTÉRAIRE

 

 

Nota alla traduzione

L’incantesimo dell’aria declinato in un’altra dimensione, altri occhi nei ritagli della nebbia tra la pietra e le selve riecheggiano le parole di Philippe Aigrain, che attraversa la mia lingua del testo con la danza delle sue immaginazioni. Con la gioia di un dono inatteso ricevo la sua traduzione, e mi slancio incontro all’invito dei suoi passi diversi. E quanto più magico diviene questo germogliare misterioso d’eco : a due voci, una doppia melodia nella stessa armonia. Perché quello che conta davvero non è la stessa cosa in una lingua diversa — se mai fosse possibile…. Ma un’altra voce toccata da risonanza, che possa germinare dall’inedito fondo comune di tutte le parole.

Come dice bene Philippe quando parla del demone della traduzione

 

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Questi giorni

 

 

 

Questi giorni

Questi giorni
                   per quale forma?

Al ri-paro delle parole
del mondo
lavora la notte
la sua vigna.

bologna. 3 dicembre 2015
 

 

 

 

 

 

Disincagliarsi

 

 

 

Disincagliarsi

Disincagliarsi
i fianchi
dalla vena sonnambula in cui
corrente
              la vita si
                      cede.

bologna. 29 novembre 2015
 

 

 

 

 

 

Scismi

 

 

 

Scismi

Benedetti scismi
di sonno

         scambiano il tempo
e questa carne con
una svista
d’eterno.

bologna. 27 – 29 novembre 2015
 

 

 

 

 

 

Come nidi

 

 

 

Come nidi

Le tue mani nella notte
come nidi che sospingono
le ombre       assiepano
le foglie
misteriosi lucori
e
battiti sospesi
ad albeggiare.

bologna. 27 novembre 2015
 

 

 

 

 

 

Carioso

 

 

 

Carioso

Addentro il lato carioso
del vento
sulla pietra,
nell’ossidato di una
memoria
di cisti
fra l’organico e
il tempo

nella vecchiezza disertata dall’amore

nell’abbandono
nel fango
che del limo corrente non porta
il sogno
ma la dolcezza
che gela.

bologna. 26 novembre 2015
 

 

 

 

 

 

Versi comuni

 

 

 

Versi comuni

Il vuoto
s’è fatto orecchio,
il cielo s’è dispiegato
— il tempo
senza un battito
d’ali,
senza eco
o un lamento
— senza
volere
una marea di
versi
comuni nella gola.

bologna. 22 – 24 novembre 2015
 

 

 

 

 

 

Così l’oscurità

 

 

 

Così l’oscurità

Come del tempo la risacca s’arresta        e là, dove s’accumula, volenterose mani accorrano a dipanare

                    così, l’oscurità.

Monte Donato di bologna. 22 novembre 2015
 

 

 

 

 

 

In anticipo

 

 

 

In anticipo

In anticipo sul giorno
          brano a
          brano
spiava nell’azzurro
l’aurea alchimia.

bologna. 22 – 23 novembre 2015