Al cuore della musica

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Forse nella voce di poesia scintilla il principio primo al cuore della musica ; qualcosa come una forza contraria che risolleva l’umano discorso abbattuto sotto l’esperienza della mortalità.

       Il desiderio di una musica, una spinta in senso contrario alla gravità del morire non per consolare, ma per porre in questione questa fine di vivere con l’impareggiabile struggente bellezza del creato. Forse l’origine di tutto il nostro desiderare sorge da qui, da questa spinta misteriosa e segreta in questa strettura in cui testimoniamo il morire.

borgo di San Petronio, bologna. 13 marzo 2019
 

 

 

 

Il racconto del viaggio

 

 

 

      Il racconto del viaggio

Dalle montagne fino alle coste rocciose lambite dalle correnti è tutto un donarsi di forma molteplice allo sguardo e al pensiero in frammenti. Ruotandoci lo spazio ci separa in distacchi d’oblio, ci scioglie in baleni vagabondi e ci salda nel tempo che passa sotto il cielo.

Alpi Apuane. Giugno 2015
 

 

 

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I – III Nell’acquaio, frammenti di roccia levigati dal mare e marmo grezzo di Carrara
bologna. 4 giugno 2015
( cliccare sulle immagini per ingrandire )

 

 

 

 

 

 

La grazia della polvere

 

 

 

      La grazia della polvere

Oggi, il riconoscimento del tempo dell’attesa. E della vita come attesa. Straniante e consapevole il momento del risveglio      come un addensamento di etereo divenire fino a fissarsi nella vita del mondo.

Inutile cercare dentro quella che sei, una rotta dei giorni. Quella parte del tempo, finita. Disorientare invece con urgenza questa terra e la sua radice.

bologna. 25 dicembre 2015

 

 

 

 

 

 

 

La parola “Assisi”

 

 

 

      La parola Assisi

Non avevo immaginato che la parola Assisi avrebbe designato da allora in poi quel miraggio inatteso di un chiarore all’orizzonte, come l’approdo di un vascello nel verde argenteo delle distese d’ulivi sullo sperone del monte, fra l’azzurro e l’oro della prima ora del tramonto, incastonato fra pietra e pietra, fra spazio e luce.

assisi. 30 marzo 2012

 

 

 

 

 

 

“Il terzo tipo di poesia”

 

 

 

In obbedienza
A un comando della voce

 

“La luna non ha niente per cui essere tristi”
– S. Plath

 

Nella stagione dei più freddi imbrunire
Fra due sponde di tramonto
Questa certezza che cammina nel sonno

 

“Una dura escrescenza nel cuore”
– P. Celan

 

Le gole dolci intense del gelsomino
gocciolano sorrisi
nelle rigide notti d’autunno
— e distendono prati di viole

 

Sull’argomento – link

bologna. 24 ottobre 2014

 

 

 

 

 

 

Fare luce due volte

 

 

 

      Fare luce due volte sul solo cammino di un giorno, non si può. Per questo a volte si scrive come per sigillare quello che non possiamo dire —che è già avvenuto, si è visto.

bologna. 25 settembre 2014

 

 

 

 

 

Furono vite di passione

 

 

Edith Piaf

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Videos link

“L’hymne à l’amour” link

“À quoi ça sert l’amour” link

 

 

 

Simone Weil 

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Antigone

Circa duemilacinquecento anni fa in Grecia si scrivevano bellissimi poemi. Ormai sono letti soltanto dalle persone che si specializzano in questo studio, ed è proprio un peccato. Perché  questi antichi poemi sono così umani che ancora oggi ci toccano da vicino e possono interessare tutti. Sarebbero anzi molto più toccanti per la gente comune, per coloro che sanno cos’è lottare e soffrire, piuttosto che per chi ha passato la vita tra le quattro mura di una biblioteca […]*

        *Tratto dai due articoli scritti per la rivista di fabbrica “Entre Nous” in cui Simone Weil presenta agli operai le storie di Antigone ed Elettra, raccolti successivamente nel volume Intuitions pré-chrétiennes.

 

 

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bologna. 13 aprile 2014

 

 

 

 

Ci sono giorni

 

 

 

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Le sei di sera, secondo l’ora legale. Non finisce di confondermi questo cambiamento d’orario. Così come in certe giornate le strade di sempre si confondono, e allora non so più dove mi trovo io. Come stasera, in cui domandavo con smarrimento…

Non è ancora il morire, ma è quando i confini  diventano così accessibili che si può solamente tentare in questa inedita densità, soltanto l’ampiezza delle zone come un processo d’imprimitura

* * *

 

Luna decollata
Galleggia
Nell’azzurro velato
Dei Venti della sera.

bologna. 10 aprile 2014

 

 

 

 

 

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“La Beata Vergine sulla luna […]”

Malvasia, 1766

Gimp_DSF2827Particolare del dipinto di Giovanni Marchesi, detto Sansone (1699 -1771). SS. Trinità
bologna. 9 aprile 2014

 

 

 

 

 

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Natura urbana. Giardini Margherita
bologna. 10 aprile 2014

 

 

 

 

 

Dovevo raggiungere una biblioteca in via Genova, dove avevo un prestito scaduto da tanto. Di sera ormai, mancava poco alle sei. Ho continuato a pedalare fino a quando ho capito che mi ero perduta. Ho girato la bicicletta per ritornare indietro, troppo tardi per proseguire.
E’ stato allora che ho sorriso. Mi stavano aspettando, proprio lì dove finiva la mia strada e incominciava questa necessità di guardare e di essere visti, per registrare una prova di esistere, una volta, la prima.

bologna. 13 marzo 2014

 

 

 

 

 

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 Ho fermato qualche fotografia d’alberi fioriti, nel crepuscolo. Ho cercato di accordarmi così con il tempo e l’ambiente. Significa per me anche lavorare.

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Ai salici del canale ho letto i miei ultimi versi.

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bologna. 12 marzo 2014

 

 

 

 

 

La bellezza urgente del mondo

 

 

 

     Nell’azzurro, gli ultimi voli delle rondini portano del tramonto l’ultimo oro mentre si arrossa, e illumina di riflesso sotto distese d’ali.

     * * * Per tutta l’aria si declina un pallore improvviso, che placa. Quella urgente bellezza del mondo vista da lontano più potente s’incarnava  proprio là, dove la Terraferma siede lentamente, invecchiando.

bologna. 21 maggio 2013

 

“Sentíamos ascender a las playas de nuestros corazones la belleza urgente del mundo, innumerablemente rogando que la fijásemos en versos.”
Jorge Luis Borges

 

 

 

Privo di splendore

 

Ancora prima che facesse giorno, oggi la luce del mattino si tingeva di grigio e mescolava di nuvole, diveniva lucore interno delle cose.
Scrive Roberto Galaverni nella sua introduzione alle “Nuove letture facoltative” di Wislawa Szymborska, edite da Scheiwiller:

“Leggere, leggere semplicemente e liberamente, dentro alla calma o all’inquietudine dei giorni, leggere malgrado tutto, con passione e con attenzione (…) la lettura come esercizio della mente e dello spirito, come momento fondativo della coscienza di sé e dell’altro, come diritto alla gioia e alla libertà, alla scelta e al rifiuto, come possibilità di sentire più profondamente e perfino di assecondare lo scorrere del tempo e delle cose (…). Nelle letture della Szymborska, a monte e tutt’intorno si avvertono lo srotolarsi delle giornate, i pieni e i vuoti, il clima non soltanto interiore che presiedono a questo piccolo rito del leggere necessario come il respiro (…). Guarda, sembra dire ogni volta la Szymborska, sono qui nella mia vita e sto facendo la mia lettura, e proprio in tal modo, con questa mia vocazione così comune, pongo in atto la mia umanità.”

Cresce il vento, monta la sua urgenza nelle fughe contro gli ultimi verdi al davanzale, contro le finestre. Chiuse. Corre ancora fino ai battenti delle porte, pare che bussi —qui, proprio qui a chiamare.

bologna. 26 settembre 2012

 

 

 

 

Tempo di crisi

 

 

 

     Ieri mattina due operai hanno transitato per quasi un’ora sotto il portico davanti al jazz bar, svuotavano di grossi volumi la libreria d’arte Il Leonardo.

     Sul giornale locale è la notizia di ieri dell’ennesimo uomo suicida: si è buttato giù dal viadotto dell’autostrada perché da anni angosciato dai debiti. I commenti si sprecano, le analisi, le accuse. Ma di questi tempi davanti all’evidenza di quanto ci sta accadendo, c’è soltanto da rimanere con il becco chiuso.

bologna. 29 giugno 2012
 

 

 

Il mondo, nuovo

 

 

 
     Mi risveglio in un mattino fatto di luce e fresco. Sgombro il mio orecchio di tracce di umanità, viene tutto intessuto di canti, di natura.

     L’altra notte, pochi versi di poesia come coltelli puntati sul mio petto. Oggi, un giorno diverso.

                          * * *

                         E nell’azzurra chiarità del tempo
                         si susseguono
                         di rondini
                         le grida.

bologna. 16 giugno 2012